Teramo, consulto tra legali per stabilire la strategia difensiva

3 Luglio 2015

Riunione tra avvocati per decidere che cosa dire a Palazzi Interrogato dalla Procura Figc il presidente del Catanzaro

TERAMO. Il Teramo sta affilando le armi in vista dell’imminente convocazione (entro la prossima settimana) a Roma da parte del procuratore federale Stefano Palazzi. Lo fa mettendo a punto una strategia da sostenere davanti ai 007 federali. Una strategia decisa dal presidente Luciano Campitelli, dal ds Marcello Di Giuseppe – entrambi indagati (insieme a Di Nicola, Pesce, Matteini e Barghigiani) per la presunta combine della partita promozione Savona-Teramo – e dagli avvocati che stanno seguendo il caso, sia sul piano della giustizia ordinaria che quella sportiva. Ovvero Renato Borzone, Edoardo Chiacchio e Libera D’Amelio. I primi due si sono confrontati a Roma. Hanno messo insieme tutti i tasselli del puzzle. Hanno cercato di capire quelli che sono gli elementi in possesso dell’accusa per decidere che cosa dire e che cosa fare. Sì, perché davanti a Palazzi e ai suoi uomini – che hanno a disposizione tutti gli atti della procura di Catanzaro – sarà fondamentale non cadere in contraddizione. Sarà importante fornire versioni convincenti su quello che è accaduto appena prima e appena dopo la partita promozione del 2 maggio scorso.

L’incontro tra Campitelli e il ds del Savona Barghigiani, ad Albissola, appena fuori Savona, sarà uno dei temi caldi per l’accusa oltre alle intercettazioni telefoniche di Ercole Di Nicola e Marcello Di Giuseppe. E il presidente prima davanti a Palazzi e poi, probabilmente, davanti al collegio giudicante di primo grado, dovrà essere convincente, visto che la giustizia sportiva si basa anche sugli indizi e che nei processi, solitamente, è la difesa che deve provare la sua tesi. Secondo gli inquirenti di Catanzaro, Savona-Teramo è stata una partita combinata – lo hanno detto anche in conferenza stampa – una tesi che la procura federale farà propria per chiedere il deferimento per responsabilità diretta del Teramo. Che quindi rischia di vedere sfumare il sogno della serie B. Addirittura c’è la possibilità che venga retrocesso all’ultimo posto in classifica e quindi retrocesso in serie D a beneficio dell’Ascoli che salirebbe in B.

Un’ipotesi che tormenta come un incubo i sonni dei tifosi biancorossi. Ecco perché ogni parola andrà pesata il giorno in cui Campitelli e Di Giuseppe dovranno ricostruire l’accaduto e rispondere alle domande della giustizia sportiva.

Ieri, a Roma, è stata la volta del presidente del Catanzaro Giuseppe Cosentino. “Il Catanzaro non ha nulla a che fare con l'inchiesta sul calcioscommesse”, avrebbe ribadito nell’ora di colloquio con Palazzi. Cosentino avrebbe smentito di essere stato a conoscenza di qualsiasi tentativo di combine nella gara Barletta-Catanzaro. Partita per la quale è indagato anche Armando Ortoli, il ds pescarese ex giallorosso. (r.c.)

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