Teramo, Di Paolantonio per ora dice no al Pescara

Il centrocampista 23enne rinnova, ma a fine stagione potrebbe essere del Delfino Carraro dovrebbe farcela per Pordenone: il nostro cammino è iniziato col Bassano
TERAMO. Il Pescara, almeno per il momento, può attendere. Alessandro Di Paolantonio e il Teramo hanno trovato l’accordo per rinnovare il contratto fino al 2018.
A svelarlo, sul suo profilo Facebook, è stato il procuratore del giocatore, l’avvocato Donato Di Campli, nella tarda serata di lunedì. La firma di Di Paolantonio e l’ufficializzazione dell’operazione da parte del club di via Oberdan arriveranno a breve. Il rinnovo del centrocampista si è materializzato proprio quando sembrava vicino il passaggio del suo cartellino nelle mani del Pescara e la conseguente permanenza in prestito a Teramo.
La società di Campitelli, dunque, si tiene stretto il suo gioiello. Questa mossa, in ogni caso, non chiude le porte ad una futura riapertura della trattativa tra il Teramo e il Pescara per portare in biancazzurro il 23enne teramano.
La squadra di Lamberto Zauli, nel frattempo, continua a preparare la gara di sabato (ore 18,30) sul campo del Pordenone. Nell’allenamento di ieri mattina, terminato più tardi del previsto (lo slittamento ha poi causato l’annullamento della seduta pomeridiana), ha lavorato a parte il trequartista Federico Carraro. Quest’ultimo, reduce da una contrattura al quadricipite della gamba destra, dovrebbe comunque farcela per la lunga trasferta friulana. Quattro giorni fa, contro il Bassano, Carraro è stato schierato sul lato sinistro del trio d’attacco.
«Non sono un esterno», sottolinea il numero 20 biancorosso, «ma mi adatto. Il mister mi ha detto che posso ricoprire anche quella posizione, accentrandomi sulla trequarti. In fase di possesso palla ho la libertà di agire su tutto il fronte offensivo o di arretrare verso il centrocampo, dando così modo alla mezzala di andare sulla fascia». Sul momento del Teramo, ancora a caccia del primo successo stagionale, Carraro dice: «Dobbiamo continuare sulla scia di quanto si è visto con il Bassano e dalla reazione avuta dopo il loro immediato vantaggio. È stato un peccato non aver vinto, ma il nostro campionato è come se fosse iniziato sabato scorso».
Carraro, classe 1992, ripercorre le tappe della sua carriera, partita nel vivaio della Fiorentina (con esordio in serie A, a 17 anni, nel 2010 e due panchine in Champions League) e accompagnata poi dall’etichetta di “eterna promessa”. «Tutti si aspettavano di più da me», ammette il giocatore di origini venete, «e se oggi non sono in altre categorie vuol dire che qualcosa è mancato. Quando sono uscito dalla Primavera viola, nei primi anni, ho fatto un po’ di fatica a misurarmi con il calcio vero. Sono tanti i fattori che possono frenare la crescita di un giocatore. La differenza l’ha fatta la testa. Io sono maturato più tardi rispetto ad altri e adesso ho un altro tipo di mentalità». Alle 18 di oggi, per il Diavolo, test con la Berretti. A Pordenone arbitrerà il 31enne Nicolò Cipriani, della sezione di Empoli.
Gaetano Lombardino
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