Teramo e Rimini, botta e risposta

I biancorossi sbloccano la partita con un gol stupendo, poi regalano subito il pareggio
TERAMO. Il Teramo segna un gol di straordinaria bellezza, con un’azione corale che manco il Barcellona o il Bayern, ma si ferma un po’ troppo ad assaporare il gusto della vittoria in arrivo. Il calcio punisce crudelmente certi momenti di vuoto mentale e infatti, alla ripresa del gioco, il Rimini pareggia mettendo con facilità irrisoria un uomo alle spalle della difesa teramana schierata.
Il succo di Teramo-Rimini, a stringere, è tutto qui. Il destino della partita si compie nel giro di un solo minuto, tra il 29’ e il 30’ della ripresa. Prima e dopo, il tema è monocorde: Teramo che fa la partita, Rimini che si difende (bene) e prova a ripartire. Con un distinguo, il solito della stagione al Bonolis: senza Petrella il Teramo ragiona molto, forse troppo, e permette agli avversari di rifiatare; con Petrella va all’assalto a pieno organico, con pochi passaggi, e li schiaccia all’indietro.
Però, siccome le partite non possono essere tutte uguali, stavolta Petrella non incide come in altre occasioni e la sua prova risulta meno positiva dell’uomo di cui prende il posto (Paolucci). E se è vero che con l’ala di Pratola in campo il Teramo va in rete – e lui partecipa in modo importante all’azione – è anche vero che la squadra non crea altre situazioni propizie se non un tiro dal limite di Cruciani. Merito anche del Rimini, per carità. Che alla faccia dei soldi che non ci sono gioca da squadra che deve salvarsi, con attenzione, spirito di sacrificio e fisicità, e mostra una linea difensiva da sballo nella quale gli esterni Pedrelli (bruciato da Di Paolantonio solo sul gol) e soprattutto Varutti (che tiene a bada Petrella, e scusate se è poco) fanno il classico partitone.
Il Teramo fin dall’avvio domina a centrocampo, trascinato dal duo Amadio-Cruciani (l’ex capitano biancorosso Massimo Cerri, in tribuna, dirà: «Due così in C non li ha nessuno», e Cerri di come si gioca a metà campo se ne intende...) ma anche da un Paolucci in giornata. Proprio Paolucci innesca Cruciani al 10’, la bordata dal limite è deviata da Pedrelli e sfiora il palo. Al 20’ il lancio in profondità di Amadio è da applausi, sciagurato invece il colpo di testa di Le Noci da eccellente posizione. Un paio di brividi per il Bonolis: al 26’ “crazy” Tonti sta per regalare palla a Polidori, che non l’aggancia per poco; al 28’ Martinelli gira a lato un calcio piazzato dell’ex Mancino (per il resto invisibile). Riecco Cruciani al 37’: altra botta dal limite, fuori di poco. Riecco il Rimini, mai rinunciatario nel primo tempo, al 40’: girata ravvicinata di Carcuro respinta dal provvidenziale Caidi.
Nella ripresa Petrella entra subito, Vivarini toglie il freno a mano a Cecchini (che nel primo tempo, come altre volte, restava bloccato a fare il terzo centrale) e il Teramo comincia l’assedio. Il Rimini si rintana in un 4-5-1, ma non corre pericoli reali fino al 29’ quando un’azione avviata da Brugaletta sull’out destro porta rapidamente la palla in mezzo tramite Moreo e Petrella. Forte, appena entrato per Le Noci, fa sponda per il taglio di Di Paolantonio che, con la solita freddezza in zona tiro, infila chirurgicamente l’angolo. È fatta? Macchè. Palla al centro, attacco del Rimini, Carcuro riceve tra le linee e mette la palla oltre i centrali biancorossi: il subentrato Bifulco ci arriva in velocità, infilando Tonti. I reclami per un fuorigioco non stanno né in cielo né in terra. Cruciani è l’ultimo ad arrendersi: al 39’ la sua botta dal limite, deviata da un difensore, sfiora l’incrocio dei pali.
Conclusione: per il Teramo è il quinto pareggio nelle ultime sei, l’ottavo da gennaio. Mister X non vola e non è del tutto tranquillo. Forse meglio così: almeno il finale di stagione ha ancora un senso.
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