Teramo fa un disastro Segna e poi si squaglia

Illuso da Bulevardi, prende tre gol dall’Albinoleffe nella ripresa
TERAMO. Puoi anche non avere il gioco, ma se non hai lo spirito sei fritto. Il Teramo di ieri ha dimostrato di non avere neanche lontanamente lo spirito di chi deve lottare per salvarsi, squagliandosi vergognosamente nella ripresa dopo un primo tempo nel quale – pur giocando male – aveva limitato al minimo sindacale i pericoli per la propria porta e per giunta aveva avuto la fortuna di trovare il gol sblocca-partita con una prodezza individuale di Bulevardi.
In particolare è stato scioccante l’avvio di ripresa. Il Teramo passeggiava come se stesse vincendo 5-0, lasciava campo ad avversari non certo micidiali e, nel ritrarsi e difendersi in massa, non era neanche in grado di farlo bene. Basta vedere il gol dell’1-1: lunga azione avvolgente dell’Albinoleffe, l’esterno destro Gonzi punta Di Paolantonio e lo supera crossando basso dal fondo, D’Orazio devia sui piedi di Mastroianni che è solo come un eremita davanti alla porta, piattone facile facile e rete. Quasi da allenamento.
Questo momento di mollezza inaccettabile ha virato verso il disastro una partita che un Teramo dallo spirito giusto avrebbe potuto far sua a dispetto di tutti i propri limiti e di qualche scelta non felice del tecnico. È vero, senza Carraro e con Petermann a pezzi non c’è un regista e ieri il povero Ilari ha svelato tutti i propri limiti in quel ruolo; è vero, con Jefferson fuori causa Sansovini non ha una spalla valida in avanti e schierare Petrella di punta contro una difesa-frattone come quella di Alvini significa perdere un uomo; è vero, D’Orazio è un adattato a centrale (ma Capitanio non è in grado?) e Scipioni non è in forma (ma il suo sostituto Sales fa peggio di lui). Tutto vero, però il peccato mortale del Teramo di ieri è stato far risorgere gli avversari invece di aggrapparsi con tutte le forze al gol di Bulevardi. Il quale, al 26’, ha intercettato un brutto rilancio di Zaffagnini e si è buttato a corpo morto nell’area avversaria, uscendo a spallate da un nugolo di avversari e azzeccando un sinistro sporco che ha beffato Cortinovis. Prima di questo lampo c’era stata un’occasione per parte – inserimento di Steffè con tiro sul portiere e, dall’altra parte, scatto di Virdis oltre i centrali biancorossi con tiro alto – ma soprattutto una valanga di errori e palle buttate via a quintali da un Teramo senza le giuste distanze e linee di passaggio (ahi ahi Nofri, perché questa difficoltà di manovra?).
Sull’1-0 il Teramo ha gestito fino all’intervallo, poi come detto si è squagliato. Sull’1-1 Nofri ha provato a mettere di punta Forte, un altro esterno come Petrella. Bulevardi, l’unico biancorosso in giornata, ha dato una buona palla a Steffè che ha sbagliato il tiro. Poi il Teramo ha cominciato a sfilacciarsi e all’Albinoleffe non è parso vero di rubare palle a metà campo e ripartire. Al 28’ è successo due volte: palla persa da D’Orazio, volata di Virdis e tiro deviato da Ilari in disperato recupero; pochi secondi dopo è uno stanchissimo Ilari a perdere palla e stavolta la ripartenza è letale perché Virdis viene ancora murato ma ci pensa Giorgione, arrivato a rimorchio, a segnare l’1-2 con una gran botta. Ilari ha i crampi ed esce, Nofri mette il baby Cericola a mezzala e accentra Steffè. Poco dopo ricompare Jefferson al posto di Sales e Forte finisce sulla fascia. Un Teramo dal centrocampo stravolto assalta confusamente e finisce con il prendere il terzo al 37’: Mastroianni impegna in tuffo Rossi, sull’angolo Jefferson devia malamente e il solitario Anastasio dal limite trova un tiro centrale che fa impaperare Rossi.
Nel finale ci provano Forte (fuori) e Sansovini (parato) mentre la curva canta “Tirate fuori le palle”. Invocazione ignorata al fischio finale, quando la squadra non trova il coraggio di andare sotto la curva e finisce con l’indispettire gli ultrà, che a certi riti non rinunciano mai. Il momento è drammatico, questo Teramo saprà uscirne?
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