Teramo, gran punto Ora si può sognare

L’Ascoli spreca in avvio, poi vengono fuori i biancorossi
INVIATO AD ASCOLI PICENO. L’obiettivo stagionale del Teramo cambia in riva al Tronto, al crepuscolo di un gelido e sereno pomeriggio di Epifania. Nel sacco della Befana non ci sono cenere e carbone e non c’è neanche un regalone mozzafiato, ma il sofferto 0-0 strappato all’Ascoli capolista è comunque un dono bello e importante. Perché lascia il Diavolo a un passo dalla vetta, dà una potente iniezione di autostima al gruppo e spinge il presidente Campitelli a dire, finalmente: macché salvezza, siamo lì e adesso ce la giochiamo.
Ecco, la parola chiave è questa: giocarsela. Il Teramo, al Del Duca, se l’è giocata. È dovuto passare attraverso un avvio di partita da incubo, nel quale ha concesso all’Ascoli una raffica di occasioni da gol ed è stato graziato tre volte. E poi ha dovuto ringraziare il proprio portiere Tonti, autore di una grande prestazione in particolare nella ripresa. Ma, comunque, se l’è giocata. Rimasto in dieci – tra parentesi: per un’espulsione ingiusta – a metà del secondo tempo, proprio nel momento in cui aveva cominciato a giocare aperto e a creare pericoli per la porta avversaria, il Teramo ha continuato a tener botta. Lasciando, nota bene, due attaccanti in campo fino al 95’. Dal Del Duca, insomma, arrivano segnali importanti. Di sostanza e anche di buona sorte. Se la squadra saprà lavorare sui propri difetti e correggerli, darà fastidio alle grandi o presunte tali del girone fino alla fine.
Nel big-match, giocato davanti ad oltre 7mila spettatori (443 i teramani in curva ospiti), manca il gol, ma giusto quello. La partita regala emozioni dall’inizio alla fine e all’inizio sono emozioni a senso unico, perché ad ogni accelerata dell’Ascoli il Teramo sbanda. Perez alza da pochi passi su cross di Dell’Orco dopo 33 secondi e gira fuori su assist di Mustacchio al 4’: sono due gol divorati dallo sciagurato centravanti bianconero. Al 7’ Speranza rischia l’autogol, Tonti ci mette una pezza; al 14’ tocca a Tripoli alzare troppo di testa dal limite dell’area piccola. Cosa succede? Succede in generale che il Teramo è troppo timido e impacciato, e in particolare che la sua difesa non scivola bene e lascia ai bianconeri troppo spazio sulle fasce, soprattutto la destra (il duo Dell’Orco-Tripoli fa impazzire Scipioni e Di Paolantonio). Vivarini ci mette una pezza bloccando Masullo, che stava troppo alto e non faceva linea con gli altri quattro, e il Teramo comincia a giocare e rischiare meno. Al 30’ si fa male Tripoli, fino a quel momento tra i migliori in campo, e l’Ascoli con il timido Giovannini al suo posto (e Mustacchio spostato a sinistra) perde incisività. Il finale di primo tempo è sporco e cattivo, fioccano ammonizioni e Addae che scalcia Bucchi da terra meriterebbe più del giallo.
Si riparte e il Teramo rischia di farsi infilare a freddo come nel primo tempo, ma al 25° secondo Perrotta mette una gran pezza su cross di Mustacchio. Al 9’ Perez scappa sul filo del fuorigioco, evita Tonti in avventata uscita ma viene murato da Diakite. Sono fiammate occasionali, in realtà ora l’Ascoli è sfilacciato ed è il Teramo a fare il match. Lapadula non arriva per poco su un cross di Scipioni (13’), Bucchi gira di testa appena fuori un cross di Di Paolantonio (16’), Speranza è anticipato sottoporta in una gran mischia (19’), Lanni deve volare a ribattere un bel destro da fuori di Amadio (22’). Insomma, è tutta un’altra partita e Vivarini pensa persino di poterla vincere, buttando dentro Donnarumma. Ma l’arbitro vede un mani inesistente di Diakite, già ammonito, e lascia il Teramo in dieci. Sulla punizione che ne consegue Tonti (24’) ribatte la bomba di Mengoni e poi mura Giovannini arrivato primo sulla ribattuta: è la prodezza blinda-risultato. Fino alla fine Tonti dovrà fare altre due belle uscite basse su Mustacchio e Altinier, ma l’Ascoli non saprà affatto farsi forte della superiorità numerica. Anzi, l’audace 4-3-2 del Teramo costringerà i difensori marchigiani a lavorare duro fino al 95’. Unico vero brivido, al 39’, Speranza che rischia il rosso trattenendo il lanciato Perez ma se la cava con il giallo.
Finisce con il Teramo applaudito dai suoi fedelissimi sotto la curva nord. La battaglia di Ascoli non è vinta da nessuno, ma lascia un sapore dolce sulla sponda biancorossa. Ancora più dolce, più tardi, sapere che il Pisa ha perso. Il Diavolo è secondo da solo a metà campionato. Alzi la mano chi l’aveva previsto.
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