Teramo, i precedenti fanno sperare nella B

L’avvocato Chiacchio: patron estraneo alla vicenda, promozione al sicuro
La notizia era nell’aria ed è stata ufficializzata nelle ultime ore. Contrariamente a quanto affermato, nelle scorse settimane, non sarà l’avvocato Eduardo Chiacchio a difendere il direttore sportivo del Teramo, Marcello Di Giuseppe, davanti alla giustizia sportiva. Il legale napoletano rappresenterà solo il presidente Luciano Campitelli nella vicenda della presunta combine di Savona-Teramo del 2 maggio scorso.
Si tratta di un’ulteriore conferma della strategia difensiva che tende a separare le posizioni del presidente e di Di Giuseppe. Che, nelle intercettazioni della squadra mobile di Catanzaro, appare più esposto nei colloqui con Ercole Di Nicola e gli altri cinque personaggi indagati dalla Procura. Negli ultimi giorni si sono infittiti i contatti tra i legali per preparare la strategia in vista delle audizioni della procura federale. E dell’eventuale processo sportivo. La tesi che il Teramo è disposto a concedere è quella di un tentativo di combine che non è andato a buon fine. Tutto qui. Un tentativo che, evidentemente, dovrebbe essere ascritto a Marcello Di Giuseppe alla luce di quanto emerso. Visto che venerdì Campitelli nel difendere il Teramo e la sua persona non ha speso una parola per il direttore sportivo che continua a essere un dipendente della società. Anzi, a quanto sembra, continua anche a operare per conto del Diavolo.
L’obiettivo è quello di schivare l’accusa di responsabilità diretta per l’illecito sportivo che prevede la retrocessione all’ultimo posto della classifica del girone B di Lega Pro della passata stagione. E per riuscirci la figura di Campitelli va preservata, non va assolutamente coinvolta nella vicenda. Così facendo, potrebbe eventualmente scattare la responsabilità oggettiva. E qui l’avvocato Eduardo Chiacchio potrebbe spendere una lista dei precedenti della giustizia sportiva che permetterebbero di conservare la serie B. Chiacchio, anche venerdì, ha fatto riferimento alle sentenze degli ultimi anni in tema di responsabilità oggettiva, nessuna delle quali, secondo il legale napoletano, è andata oltre i due punti di penalizzazione. E poco importa che l’illecito (o tentativo di illecito) sia stato perpetrato da un giocatore o un direttore sportivo (senza poteri di firma). Da qui la fiducia espressa dal collegio difensivo del Teramo. L’ultima retrocessione sarebbe avvenuta per un tentativo di combine in Cavese-Nardò (spareggio play out di serie C2) all’inizio degli anni Duemila.
E Di Giuseppe? Finora, non ha parlato. Nemmeno per dire che lui è estraneo alla vicenda. Men che meno lo ha fatto l’avvocato Libera D’Amelio che l’ha accompagnato nell’interrogatorio di Catanzaro. La D’Amelio lo difende sul piano penale, mentre Chiacchio ha rinunciato al mandato davanti alla giustizia sportiva. E in vista della convocazione di Palazzi (dovrebbe arrivare nei prossimi giorni per tutti i protagonisti della vicenda) il ds rosetano deve nominare un avvocato sul fronte sportivo, visto che la D’Amelio rappresenta Ercole Di Nicola sia davanti alla magistratura ordinaria sia a quella sportiva.
Restano le parole di Luciano Campitelli pronunciate venerdì: «Io non ho mai incontrato Di Nicola e Barghigiani», riferito alla vicenda Savona-Teramo. Ma l’ormai ex ds del Savona, Marco Barghigiani, ha messo a verbale (e confermato in un’intervista) di aver visto il presidente del Teramo prima e dopo la partita oggetto dell’inchiesta della procura di Catanzaro, smentendo al tempo stesso l’ipotesi combine.
Infine, il materiale sequestrato durante le perquisizioni di giugno. Vale a dire computer, telefonini e iPad. I legali degli indagati hanno assicurato che il loro esame non è ancora iniziato. E che quindi difficilmente le risultanze potranno far parte degli atti del processo sportivo.
@roccocoletti1
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