Teramo in crisi, la linea verde non paga

Quarta sconfitta nelle ultime cinque gare contro il fanalino di coda Cavese con un piede in serie D. Decide ancora Matino
CAVA DE’ TIRRENI. Quella con la Turris doveva essere la gara della svolta, invece si è rivelato un episodio sporadico in mezzo a quattro sconfitte. L’ultima è pesante, questa contro una Cavese reduce da dieci ko di fila e ormai con un piede in serie D. Gli aquilotti hanno cercato il colpo di coda per poter giocarsi la salvezza ai play out e l’hanno trovato in mischia con Emmanuele Matino. Come l’anno scorso, il difensore classe ’98, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, decide Cavese-Teramo, spostando gli equilibri di una partita vissuta su buoni ritmi nel primo tempo e in pieno possesso del Diavolo nella ripresa, senza mai mettere seriamente a rischio la porta di Kucich. L’assenza di Tentardini ha scombussolato i piani di Massimo Paci che, per la prima volta in stagione, parte con la difesa a tre anche per provare a controbattere ad una Cavese che però torna con la retroguardia a quattro. I terzini aquilotti sono bloccati, il Teramo ha sfruttato gli spazi soprattutto con Cappa (a sorpresa schierato largo a sinistra) ed è partito forte, portando una pressione di livello sui primi portatori di palla della squadra di Maiuri. Il Diavolo ha mancato il gol per questioni di centimetri con Mungo – lanciato da Bombagi – che in spaccata non arriva sul pallone. Teramo senza timore reverenziale, nonostante i cinque under in campo dal 1’ e contro una formazione a caccia delle ultime speranze residue di salvezza. Il match, però, ha cambiato piano improvvisamente dopo un quarto di partita esatto, in occasione del gol della Cavese arrivato in mischia su azione d’angolo. Reazione immediata del Teramo con un tiro di Bombagi dalla distanza, ma il gol dello svantaggio ha tolto certezze alla formazione biancorossa apparsa meno in palla rispetto all’inizio del match. La Cavese, infatti, ha preso coraggio e nel finale di primo tempo ha anche sfiorato il raddoppio, colpendo il palo con la punizione del pescarese Pompetti. Tanto che Paci ha capito di dover cambiare e, all’intervallo, ha ridisegnato i suoi secondo i canoni standard, con il ritorno alla difesa a quattro (dentro Vitturini per Trasciani che non aveva fatto male) e Kyeremateng in prima linea al posto di un evanescente Pinzauti. Infatti qualcosa in più si è visto, sotto il piano del palleggio il Teramo ha dominato nel secondo tempo anche perché la Cavese si è abbassata a protezione del risultato favorevole e ha concesso poco. Solo un tiro di Mungo nato da un rimpallo e un episodio dubbio con contatto Kucich-Kyeremateng valutato fallo in attacco dall’arbitro Repace. Nonostante il possesso palla a favore del Teramo, è stata la Cavese a costruire le occasioni migliori per il 2-0 in ripartenza, con uno scatenato Senesi che ha fatto la differenza negli strappi. Una zampata di Bubas di poco fuori e una chiusura in extremis di Diakitè hanno tenuto a galla la squadra biancorossa verso un finale lunghissimo (otto minuti e mezzo di recupero) che però non ha cambiato il corso delle cose. E costretto il Teramo ad nuovo ko.
Alfonso Esposito

