Teramo, la carica di Paci: «Credo in questa squadra»

23 Agosto 2020

Raduno blindato al Bonolis, il tecnico si presenta: «Rosa di grande potenziale,  va creata un’alchimia tra noi e i tifosi biancorossi. Giampaolo il mio maestro»

TERAMO. Un raduno super blindato per le norme anti Covid-19. È iniziata ieri pomeriggio, senza la presenza di tifosi e giornalisti, la stagione 2020-2021 del Teramo. Il nuovo tecnico Massimo Paci, che verrà presentato alla stampa nei prossimi giorni, ha mosso i suoi primi passi nella realtà biancorossa insieme al vice Roberto Guana. Per l’ex allenatore di Civitanovese, Montegiorgio e Forlì è il debutto tra i professionisti. I giocatori si sono sottoposti ai tamponi (da ripetere ogni quattro giorni) e ai test sierologici prima di svolgere una seduta di allenamento individuale. Per dare il via alle sedute collettive bisognerà attendere il secondo tampone, in programma mercoledì. Da decidere il calendario delle amichevoli. Al momento è stato fissato soltanto il test a porte chiuse con il Napoli, a Castel di Sangro, il 4 settembre. La squadra alloggerà per una decina di giorni in città all’hotel Sporting.
Carica Paci. «Ho grande entusiasmo», ha detto Massimo Paci al sito del club, «e proverò con tutto me stesso a costruire qualcosa. Credo molto nel potenziale di questa squadra e nella società. Si riparte da zero, dipenderà tutto da noi. Impegno e sacrificio non mancheranno mai». Il 42enne tecnico marchigiano ha aggiunto: «Ho giocato contro il Teramo, quando ero a Pisa (nel 2014-2015, ndc), e ricordo bene il calore del pubblico del Bonolis. È stato il ds Sandro Federico a contattarmi, ci siamo trovati subito in sintonia con i progetti del club. Sogno di creare un’alchimia tra noi e i tifosi, ben sapendo che poi sono i risultati a fare la differenza. La mia carriera da allenatore è partita dalle categorie inferiori perché credo molto nella gavetta. Bisogna avere pazienza, umiltà e fare un percorso professionale graduale. Lo scorso anno credo di aver fatto degli errori», ha ammesso Paci, «ma ne ho fatto tesoro proprio grazie alla gavetta. Adesso mi accingo a vivere questo salto tra i professionisti con l’obiettivo di creare uno spirito di squadra, aspetto basilare del mio lavoro. Voglio tirare fuori il meglio dai ragazzi. Tatticamente sono molto elastico, non ho un modulo fisso. Il tecnico da cui ho appreso di più è Marco Giampaolo, sia sul piano tattico che morale. Poi ho avuto tanti grandi allenatori come Francesco Guidolin, Claudio Ranieri, Gian Piero Gasperini, Zdenek Zeman. Sono stato fortunato a trovare maestri come loro durante la mia carriera da giocatore».
I convocati. Sono 25 gli elementi attualmente a disposizione di Paci. All’elenco si unirà tra sei giorni il 19enne portiere Ahmed Mejri, prelevato dall’Olympia Agnonese, che ha risposto alla convocazione della nazionale under 21 della Tunisia. La casella del terzo portiere, in attesa dell’arrivo di Mejri, è occupata da Dennis Di Feo, 18 anni tra un mese, aggregato dalla formazione Berretti. L’unico volto nuovo, per il momento, è quello di un altro baby ingaggiato dall’Olympia Agnonese, il terzino destro franco-senegalese Salim Diakite, classe 2000, il cui arrivo era stato già definito dalla dirigenza nel mercato di gennaio. Il resto della rosa è la stessa della scorsa stagione, con in più il rientro dai prestiti degli attaccanti Pietro Cianci (dal Carpi), Riccardo Martignago (dall’Alessandria) e Lorenzo Pinzauti (dal Novara). Il destino di Cianci, Martignago e Pinzauti sarà più chiaro nel corso del ritiro, in base alle valutazioni di Paci. La società è costretta a dare priorità alle uscite per rispettare il tetto dei 22 giocatori imposto dalla Lega Pro. Sul fronte partenze restano in bilico le posizioni dei centrocampisti Arrigoni e Costa Ferreira e del difensore Iotti. Da tenere d’occhio la situazione di Domenico Mungo, per il quale c’è l’interessamento dell'Avellino. In stand-by il futuro di Ilari, che non ha più avuto contatti recenti con la Sambenedettese.
Gaetano Lombardino
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