Teramo, la vittoria resta un miraggio

Bombagi illude, l’Avellino pareggia su rigore. Soliti problemi offensivi: il successo manca dal 18 novembre scorso
TERAMO. Il 2021 del Teramo è iniziato con un pareggio. L'1-1 interno contro l'Avellino, nell'anticipo della penultima giornata del girone d'andata, ha certificato ulteriormente la frenata dei biancorossi, a secco di successi dal 18 novembre. Anno nuovo, problemi vecchi. La squadra di Massimo Paci ha evidenziato ancora una volta i suoi problemi offensivi e nemmeno il ritorno al gol di Bombagi è servito per ritrovare il passo autoritario della prima parte di stagione. Continuando così sarà un'impresa quasi impossibile riuscire a restare nelle zone alte della classifica, che almeno per una notte vede il Teramo ancora in terza piazza in compagnia dell'Avellino. I risultati di oggi e domani (il Catania gioca a Caserta, il Catanzaro ospita la Viterbese mentre nel posticipo del lunedì il Foggia riceve la Juve Stabia) potrebbero fare perdere terreno al Diavolo in zona play off. La gara del Bonolis, nel complesso, ha deluso le attese ed è stata piuttosto noiosa. Per ovviare all'emergenza in difesa Paci ha dato seguito a quanto aveva lasciato intendere alla vigilia schierando il duttile Costa Ferreira nel ruolo di terzino destro. In mezzo, al fianco di Diakite, spazio all'altro baby Trasciani (panchina per Iotti). A centrocampo il tecnico ha confermato per la seconda gara di fila il tandem Arrigoni-Viero spostando Santoro sull'out sinistro. L'Avellino si è presentato con gli uomini contati (Braglia ha convocato 18 elementi) e senza l'ex pescarese Maniero nel reparto avanzato. Il Teramo ha trovato il gol dell'1-0 al 9', con Francesco Bombagi, abile a sfruttare un assist involontario di Diakite (il francese ha deviato in modo fortuito un rinvio degli irpini) su una punizione del capitano Arrigoni. Seconda rete stagionale per Bombagi, che non segnava da tre mesi. Il resto del primo tempo è scivolato via senza particolari emozioni, con l'Avellino che ha timidamente provato a reagire all'immediato svantaggio teramano. Intorno alla mezz'ora Diakite è stato bravo nel recuperare in scivolata su Bernardotto, che si stava involando verso la porta di Lewandowski. I biancorossi hanno pensato più a contenere che ad attaccare e Viero (già ammonito) ha anche rischiato il secondo giallo con un'entrata un po' troppo energica poco prima dell'intervallo. Nei primi minuti del secondo tempo Paci ha sostituito Viero con Di Francesco riportando Santoro in mediana. Al 12', dopo un'azione offensiva gestita male dal Teramo, il vivace Bernardotto si è inserito sul lato destro della retroguardia biancorossa e Diakite lo ha fermato fallosamente in area. L'arbitro Caldera (sostituto del toscano Fiero a ridosso del match) non ha avuto dubbi e ha assegnato il rigore all'Avellino, trasformato con freddezza da D'Angelo. Il Teramo, dopo un tentativo di Fella respinto da Lewandowski, ha provato a scuotersi nell'ultima parte di gara. Al 30', su un cross di Costa Ferreira forse sfiorato da Pinzauti, la palla è andata a stamparsi sul palo alla destra di Forte. Biancorossi sfortunati. Dopo un tiro alto di Costa Ferreira (apparso più propositivo nella ripresa) sono scesi i titoli di coda sulla sfida, che non ha permesso alla squadra di Paci di ritrovare l'appuntamento con la vittoria. Urge un cambio di passo e magari avere qualche innesto dal mercato se si vuole alzare di nuovo l'asticella. Il Teramo torna in campo tra sette giorni, a Viterbo, nel turno che chiude il girone d’andata. Il Diavolo proverà a sfatare il tabù esterno: l’ultimo successo in trasferta risale infatti allo scorso 31 ottobre.
Gaetano Lombardino
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