Teramo non va da Palazzi parlerà solo al processo

L’avvocato Chiacchio: «Continuiamo a essere fiduciosi». Ecco la strategia
L'avviso di conclusione delle indagini e l'accusa di responsabilità diretta formulata dal procuratore federale Stefano Palazzi non hanno scosso il Teramo e i suoi legali. «Continuiamo a essere fiduciosi», ha detto l'avvocato Eduardo Chiacchio ieri. La serie B del Teramo è nelle sue mani, oltre che in quelle dei giudici che esamineranno la presunta combine di Savona-Teramo del 2 maggio scorso, la partita promozione dei biancorossi che, secondo l'accusa, sarebbe stata comprata per 30mila euro. Un po' se l'aspettavano Chiacchio e i tesserati del Diavolo. Non per questo hanno perso la speranza di restare aggrappati alla serie B conquistata sul campo. Palazzi non ha fatto altro che fare proprie le accuse della Procura di Catanzaro, aggiungendo alla vicenda il presidente del Savona Dellepiane e ipotizzando la responsabilità diretta anche del club ligure. Chiacchio ha fatto capire che rinuncerà all'audizione del presidente Campitelli, prevista per martedì così come per gli altri personaggi finiti nella vicenda. Il legale napoletano preferisce tenere le carte della difesa al coperto per gettarle sul tavolo del dibattimento di primo grado che sarà chiuso per Ferragosto. E' la conferma di una strategia che mira a far sfogare l'accusa per poi rilanciare.
Diretta o oggettiva? La partita della serie B si gioca essenzialmente sul coinvolgimento del presidente Luciano Campitelli. E l'obiettivo della difesa è quello di tenerlo fuori dalla mischia. Combine o non combine, l'importante è dimostrare che il patron fosse all'oscuro di tutto. Il motivo è presto spiegato. La presenza di Campitelli nel presunto illecito sportivo farebbe scattare la responsabilità diretta per la quale si parte _ a livello di sanzioni _ dalla retrocessione all'ultimo posto in classifica del campionato appena archiviato; senza Campitelli il Teramo risponderebbe di responsabilità oggettiva e potrebbe cavarsela con una penalizzazione da scontare la prossima stagione. In serie B. La differenza, quindi, è sostanziale. A tal punto che potrebbe non risultare fondamentale smontare l'accusa di illecito per preservare la B conquistata sul campo dai biancorossi.
Come Atalanta e Lazio? Perché una differenza così marcata tra responsabilità diretta e oggettiva? Non c'è solo l'inchiesta su Savona-Teramo nell’estate torrida del calcio italiano. Ce ne sono diverse: alcune sono legate a “Last bet” di Cremona, poi Dirty Soccer di Catanzaro e, infine, "I treni del gol" di Catania. Ebbene, la Figc ha deciso di dare priorità ai processi che ipotizzano la responsabilità diretta, ovvero il coinvolgimento del legale rappresentante delle società che comporta la retrocessione. E quindi anche Savona-Teramo. Tutti gli altri in cui viene ipotizzata la responsabilità oggettiva seguiranno. Anche quelli in cui ci sono di mezzo Atalanta e Lazio (nel mirino della Procura di Cremona) in serie A. E che quindi sconteranno l'eventuale penalizzazione nella prossima stagione. Qualora dovesse cadere l'accusa di responsabilità diretta, il Teramo si verrebbe a trovare nella medesima posizione di Atalanta e Lazio e quindi si potrebbe ipotizzare un’eventuale penalizzazione per la prossima stagione. Che poi gli eventuali illeciti commessi sarebbero diversi potrebbe non bastare a fare perdere la B al Diavolo.
Indizi, non prove. Tutto ruota attorno al presidente Campitelli, dunque. Secondo la Procura di Catanzaro e il procuratore federale Palazzi c'è di mezzo anche lui nella presunta combine, nonostante continui a gridare la sua innocenza. Perché? Prove schiaccianti a suo carico non ce ne sono. Solo indizi – emersi nelle intercettazioni – che l'avvocato Chiacchio conta di smontare. Si va dall'incontro prima e dopo la partita ad Albissola con Barghigiani, il consulente del Savona, fino ai rapporti con Ercole Di Nicola. Più altre situazioni che Palazzi sostiene di dover ricondurre al presidente. Il Teramo sarebbe pronto a scaricare ogni eventuale addebito (indizio o prova) agli atti sul ds Di Giuseppe pur di preservare la figura di Campitelli utile a restare in serie B. Proprio il ds rosetano è il più esposto nelle intercettazioni con Di Nicola.
Processo fondamentale. Non c’è una prova regina in questo processo, a meno che una delle parti non tiri fuori l’asso dalla manica. Ogni dettaglio sarà importante visto che la giustizia sportiva si basa sul fondato sospetto, non necessariamente sulle prove. Saranno importanti gli atti (ovvero le intercettazioni), certo. Ma sarà decisivo quello che i tesserati diranno durante il dibattimento; la capacità di convincimento sui giudici attraverso una versione dei fatti credibile. La speranza è che il Teramo riesca a convincere tutti che non c’è stato alcun illecito sportivo.
@roccocoletti1
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