Teramo pimpante, Proietti evita la beffa

I biancorossi mettono in difficoltà il Vicenza, ma vanno sotto, acciuffano il pari e sfiorano il colpaccio nei minuti finali
VICENZA. Sarà per la strigliata del presidente Luciano Campitelli, sarà perché giocare in uno stadio come il “Romeo Menti” di Vicenza, davanti ai “soliti” - e stiamo parlando di serie C - 9.000 spettatori, ti dà comunque una grande voglia di evitare brutte figure. Fatto sta che l'incerottato Teramo di Agenore Maurizi tira fuori dal cilindro una prestazione tutta fosforo e attributi, portando alla fine a casa un pareggio che sa addirittura di rimpianto.
Senza Barbuti, Speranza, Spighi e Vitale, con Caidi recuperato in extremis, e poi perso nella ripresa, e Ventola che getta la spugna dopo neanche un tempo di gioco, gli alibi ci sarebbero stati tutti per una sconfitta onorevole, invece l’ex Bassano Mattia Proietti e la “meglio gioventù” teramana riescono persino a non farsi travolgere dal rocambolesco gol che porta i biancorossi di casa momentaneamente in vantaggio.
È il 33' del primo tempo, Grandi rinvia lungo, l'area teramana diventa un flipper con la palla che schizza sui piedi di Arma che da due passi scarica a colpo sicuro: Lewandowski è strepitoso nel respingere ma nulla può sulla ribattuta di Tronco che di mestiere anticipa i difensori e calcia in diagonale beffando anche Fiordaliso sulla linea.
E pensare che fino ad allora era stato il Teramo a sporcare il tabellino dei cronisti soprattutto con una palombella decisa di Proietti al 30' finita poco alta sulla porta difesa da Grandi.
Imbrigliato dal centrocampo avversario, dove Persia e Mantini azzannano palloni e polpacci per tutti i 98' di gioco, il Vicenza va in sofferenza con l'innesto di De Grazia che dà ancora meno punti di riferimento al centrocampo vicentino.
Nella ripresa, le squadre praticamente si “scambiano le maglie” ed è il Teramo a fare la partita, conquistando la mediana e prendendo d'assalto l'area vicentina.
Vero che all'8' Arma potrebbe chiuderla definitivamente (sinistro liftato dal limite fuori di un soffio) ma da lì la cronaca è un monologo ospite. Comincia al 10' Zecca che se ne va via tutto solo centralmente e con tutta la porta davanti e senza pressione riesce nell'impresa di sparare la sfera fra gli ultras di casa.
Poi è Piacentini al 15' a farsi sentire dalle parti di Grandi. Entra Cappa per Piccioni ma al 22' Caidi deve lasciare il campo.
L’allenatore Agenore Maurizi non si scompone e butta nella mischia prima Bacio Terracino e poi, più avanti, anche di Renzo, arretrando Mantini. Al 39' “cintura” sospetta in area ai danni di Di Renzo ma l’arbitro Acanfora lascia correre. Il pareggio arriva dopo uno splendido scambio, chiuso in angolo, tra De Grazia e Persia: dalla bandierina Cappa serve al limite il liberissimo Mattia Proietti che esplode un sinistro terrificante dal sapore della nemesi, visto che il metronomo teramano è un ex Bassano Virtus e per poco non è stato un giocatore del nuovo Vicenza targato Renzo Rosso.
E nel recupero il Teramo sfiora in ripartenza un 1-2 che ci sarebbe stato tutto. Ingiusto così.
Roberto Luciani

