Teramo, primo punto tra errori e rimpianti

Biancorossi pasticcioni ma la sfortuna nega il successo: tre traverse
TERAMO. Il primo punto stagionale del Teramo arriva dopo la classica partita garibaldina d’inizio stagione dove succede un po’ di tutto, complice un caldo tremendo (circa 30 gradi). Il Teramo poteva perderla – nell’allucinante avvio di partita Rossi e Speranza hanno negato il 2-0 al Bassano – e poteva anche vincerla – gridano vendetta i legni centrati da Ilari e Petrella nel finale – ma su tutto domina un’impressione: i biancorossi sono un cantiere aperto, devono trovare un assetto e una formazione stabili. E correggere ancora qualcosa nell’organico.
Di stabile e solido, nel Teramo iniziale, c’è ben poco. La defezione di Scipioni (problema al tallone) costringe Zauli a mettere a destra uno stopper come Altobelli, che soffrirà le pene dell’inferno in un ruolo non suo. Domanda: ma un laterale di scorta non c’è? Altre sorprese davanti: il tecnico schiera largo a destra bomber Sansovini (un revival dei tempi di Zeman) e dall’altra parte mette il trequarti Carraro. È un 4-3-3 anomalo, la squadra attacca solo a sinistra mentre a destra difende malissimo. Nei primi due minuti due incursioni dell’ottimo esterno sinistro veneto Minesso tagliano come il burro il Teramo. Sulla prima Proietti calcia alto, sulla seconda (che taglia fuori in un colpo solo Altobelli e Caidi) Maistrello anticipa Speranza e gira di testa in rete. Il Teramo sbanda e rischia di prendere il secondo all’8’ (gran parata di Rossi su Minesso, sempre lui) e al 14’ (Sant’Ivan Speranza anticipa da par suo Maistrello lanciato a rete). Al 15’, però, un lancio a tagliare il campo di Carraro verso Sansovini, fino a quel momento isolato da tutto e tutti, mette in crisi il terzino sinistro Crialese. Che prima rimonta Sansovini, poi però non la spazza e così è beffato da dietro dal “sindaco” con un tocco di punta da grande opportunista. Il Teramo si risveglia dall’incubo, si gasa e ha un momento d’oro in cui Croce rivela di essere in giornata no non sfruttando ottimi cross di Carraro e D’Orazio mentre Sansovini scheggia la traversa da fuori area con un sinistro dei suoi. La partita poi si stabilizza in un noioso tran-tran nel quale continuano ad affiorare le difficoltà dei biancorossi sia in copertura che in impostazione (molte volte il mediano Ilari è più avanti o più largo di Carraro e questo squilibra una mediana dove già il fulcro Petermann stenta).
Ripresa. Carraro non c’è più, al suo posto a sinistra Di Paolantonio – escluso in favore del podista Bulevardi dall’undici iniziale – che in quel ruolo è molto a suo agio e sforna subito un cross al bacio per Croce: palla ciccata, niente da fare. Il Teramo ci prova, D’Orazio spara un curva un altro assist di Di Paolantonio, ma il Bassano è sempre lì pronto a pungere (lo farà fino alla fine) e Caidi deve salvare a corpo morto un gol che pareva fatto su Minesso. Zauli mette dentro Jefferson per Croce, il brasiliano fa meglio se non altro come uomo-sponda. Una palla sporcata da lui al 33’ diventa un assist per Ilari che in tuffo di testa centra la traversa. Finalmente Zauli mette dentro Petrella per uno stremato Sansovini, il piccolo Mirco può essere letale anche a piccole dosi e infatti al 45’ devasta il Bassano e dà una palla-gol a Di Paolantonio, che però non tira e sbaglia il cross a Jefferson. Ancora Petrella, in pieno recupero, potrebbe risolvere il classico mischione con una girata di sinistro: terza traversa, tutti a casa. Pari amaro, ma è un punto di partenza. C’è molto, molto da crescere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

