Teramo ribaltato dal Vicenza: Asta al bivio

Biancorossi avanti con Bacio Terracino si fanno acciuffare e superare dai veneti. Campitelli riflette sulla posizione del tecnico
TERAMO. Una sconfitta che equivale ad un suicidio. Il Teramo ha inaugurato nel peggiore dei modi il suo 2018 perdendo in rimonta contro il Vicenza una gara che stava conducendo senza eccessivi affanni fino al 28' della ripresa. A fare la differenza, in negativo, sono state alcune mosse di Asta, che sull'1-0 ha scelto di tornare al 5-3-2 provando a dare un'impronta più difensiva alla squadra. La mossa "conservativa", arrivata forse troppo presto (era il 17' del secondo tempo), non ha dato i suoi frutti e ha permesso al Vicenza di prendere coraggio e credere nella rimonta.
Ha destato poi molte perplessità la scelta di lasciare in panchina De Grazia per tutta la gara, mantenendo al suo posto un Ilari piuttosto scarico (e non da ieri). L'unica notizia positiva della giornata è l'aver mantenuto i due punti di vantaggio sul penultimo posto, ma la sconfitta contro il Vicenza non ci voleva proprio per gli inevitabili strascichi che ne conseguono.
Un ko del genere potrebbe togliere serenità all'ambiente e nuocere all'autostima del gruppo. Il patron Luciano Campitelli, al termine della gara, è andato a casa abbastanza deluso: il presidente starà riflettendo anche sulla posizione di Asta? Di sicuro dalla trasferta di Ravenna in poi non saranno ammessi ulteriori scivoloni nè black-out come quello di ieri.
Il tecnico, dal canto suo, ha come attenuante il non avere ancora avuto dal mercato i rinforzi richiesti. È chiaro che il giovane mediano Castagna non può bastare ed è altrettanto chiaro che servono innesti in attacco (in panchina, contro i veneti, c'erano il classe '98 Fratangelo e il 2000 Faggioli) e che probabilmente ce ne vorrebbero anche in altri settori. La società, compatibilmente con il budget a disposizione, ha tempo fino al 31 gennaio per fare i dovuti interventi sulla rosa. Il risultato di ieri, nel complesso, ha premiato più del dovuto il Vicenza, alla prima esibizione post-fallimento e sostenuta da oltre 200 tifosi nel settore ospiti.
In attesa delle penalizzazioni in arrivo per varie inadempienze, la squadra di Zanini ha lanciato un messaggio importante al campionato. Asta ha dato seguito alle indicazioni della vigilia, rispolverando il 4-3-2-1: conferma tra i pali per Lewandowski; Altobelli ha preso il posto dell’influenzato Ventola sull’out destro difensivo mentre a centrocampo De Grazia si è accomodato in panchina.
In avanti spazio al tandem Bacio Terracino-Tulli in appoggio a Barbuti. Il Vicenza ha rivoluzionato l’attacco: fuori Comi e Giacomelli, dentro Ferrari e Di Molfetta. Il più pericoloso, tra i biancorossi, è stato Varas, che è arrivato al tiro in due occasioni (al 2’ e al 29’) creando un po’ di apprensione al portiere ospite Valentini. La formazione di Zanini ha messo la testa fuori dal guscio al 35’: Alimi (obiettivo di mercato del Teramo la scorsa estate) ha scheggiato il palo esterno alla destra di Lewandowski. Due minuti dopo è stato Bacio Terracino a chiamare Valentini alla respinta su calcio di punizione. Bacio Terracino è diventato protagonista all’inizio della ripresa portando in vantaggio il Teramo al termine di una pregevole triangolazione con Varas. Quarta rete in campionato per l’ex giocatore del Lumezzane. Gara in discesa per il Diavolo? Neanche a parlarne. Asta, poco dopo il quarto d'ora, ha cambiato l'assetto tattico della squadra passando al 5-3-2: fuori Tulli per il terzino Pietrantonio. Il Vicenza, che nel frattempo ha inserito Giacomelli e Comi osando il 4-2-4, ha trovato il pari con De Giorgio su un rigore originato da un ingenuo fallo di Altobelli. Il Teramo ha avuto un sussulto al 31' quando Speranza ha spedito sul palo il cross di Pietrantonio su punizione. Dal possibile 2-1 si è passati all'1-2 firmato con una grande azione personale (a difesa schierata) dall'ex pescarese Giacomelli. Sul Bonolis è sceso il gelo e il Teramo non ha avuto la forza di reagire. La strada verso la salvezza è tornata a farsi improvvisamente in salita.
Gaetano Lombardino
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