Teramo senza fideiussione addio alla pallacanestro

La società biancorossa non potrà ripartire nemmeno dai dilettanti Va in frantumi una storia iniziata nel 1973 e impreziosita da nove anni in serie A

TERAMO. Fine di un sogno. Si chiude il sipario sul basket a Teramo. Dopo nove anni di serie A e una storia gloriosa che andava avanti dal 1973. Teramo non avrà più la serie A e nessun'altra categoria. Il 5 luglio sarà, dunque, ricordato come la fine della storia per quella che, fino a poche ore fa, era la massima realtà abruzzese nel basket. Bisognava pagare i 350 mila euro relativi alla fidejussione in Lega e, contrariamente a quanto detto da esponenti della società, anche i 18 mila euro dell'affiliazione alla Fip. . Pagamenti che dovevano essere ottemperati nella giornata di ieri. Nulla, invece, è stato fatto. E così Teramo perde anche la speranza, concreta, di poter partecipare, dalla prossima stagione, ad un campionato minore dilettantistico. Sarà il consiglio federale, in programma a Roma, il 14 luglio a ratificare l'esclusione del Teramo basket dal panorama cestistico nazionale. La società resta in piedi con un totale di circa due milioni di euro di debiti e con tante incognite. Ci sono, infatti, diversi creditori alla porta. Non solo i giocatori che hanno inviato, da tempo, i decreti ingiuntivi. Potrebbe verificarsi, dunque, nella peggiore delle situazioni, l'ipotesi di istanza di fallimento. Di chi le colpe di tutto questo? Della gestione attuale, del patron Lino Pellecchia. Forse, o solo in parte. Pellecchia, da subito, ha detto di non poter più andare avanti da solo, ma ci sono, evidentemente, degli errori anche da parte sua. Il mancato pagamento degli stipendi ai giocatori, della tassa di affiliazione che poteva, quanto meno, far sperare in un campionato minore ed un silenzio assordante. Ma ci sono anche le gestioni passate che non possono passare nel dimenticatoio. A questo tracollo si è arrivati piano piano senza,che nessuno denunciasse la gravità della situazione. Si può dire che si è trattato di una lunga agonia partita due anni orsono e proseguita fino al giorno 5 luglio. Non è servito il lavoro dei tifosi attraverso il Comitato spontaneo "Teramani per il basket", mentre il commissariamento della Banca Tercas è stata come una scure che ha azzerato, di fatto, ogni speranza. Teramo perde, dunque, un patrimonio costruito nel corso degli anni e che aveva fatto innamorare tutti. I tifosi teramani sono quelli che, ovviamente, hanno sperato che le cose potessero evolvere per il meglio, ma con la scomparsa del Teramo basket è tutto il movimento cestistico abruzzese a perdere una rappresentante di prestigio. E così il 5 luglio del 2012 sarà sempre ricordata come la data che ha scritto l'ultima pagina di una storia che, fino a poco tempo fa, sembrava bellissima ed indissolubile.

Matteo Falzon

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