Teramo sfiora il colpo, Jesi vince all’ultimo respiro

13 Gennaio 2020

Uno straordinario Cucchiaro trascina l’Adriatica Press a un passo dalla vittoria contro i marchigiani

TERAMO. Il dispiacere e l’amarezza sono tanti. Perché ad un certo punto, con poco meno di cinque minuti da giocare la gara sembrava persa, tripla di Giampieri ed il punteggio sul 58-67 ma l’Adriatica Press Teramo, con uno straordinario Cucchiaro, ha avuto il merito di crederci riaprendo le ostilità ed arrivando ad un passo da un overtime che sembrava insperato fino a qualche istante prima. Il canestro del 68-68 del play ex Cantù è arrivato a 4 secondi dalla sirena finale, peccato, però, che dopo il time out chiesto da coach Ghizzinardi, un’entrata prepotente di Magrini, unita ad una lettura sbagliata della difesa teramana, ha permesso a Jesi di espugnare il PalaScapriano con canestro decisivo arrivato a tre decimi dal gong.
E qui nasce il rammarico dopo una gara condotta bene nel primo quarto, rincorsa per oltre tre quarti dal momento che gli ospiti hanno schiacciato il piede sull’acceleratore con i canestri di Lovisotto e del neo acquisto Sgorbati. L’Adriatica Press Teramo è stata, però, sempre a contatto non permettendo agli jesini di scappare via per merito di Matic, Forte e, con una certa continuità, dell’esordiente Bruno che, sotto le plance, si è fatto rispettare e come: 5/7 da due e 10 rimbalzi arpionati. Acquisto, operato dalla società, positivo sotto più punti di vista e che potrà aiutare i compagni nell'immediato futuro. Da questa nota positiva bisogna ripartire perché Teramo, ancora una volta, ha dimostrato di potersela giocare contro chiunque, Jesi è in ritardo in classifica ma un roster di grande valore, a patto che trovi la via del canestro con una certa continuità e che riesca a limare alcuni dettagli che, nella pallacanestro, sono importantissimi: tra questi c’è l’annosa questione dei tiri liberi che in un confronto così tirato fino alla fine fanno la differenza. Uno stop che ha ricordato tanto quello contro Piacenza, anche in quel caso il canestro decisivo arrivò negli istanti conclusivi, con il minimo scarto soprattutto perchè si tratta di punti che potevano essere molto pesanti in classifica.
Matteo Falzon
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