Teramo sorride, la salvezza si avvicina

Terzo risultato utile di fila: i biancorossi restano a +4 dalla zona play out e per la 3ª gara consecutiva non incassano gol
olbia0
teramo0
OLBIA (3-4-1-2): Ciocci 6; Brignani 6, Boccia 6, Emerson 6 (40’ st Finocchi sv); Pisano 6,5, La Rosa 6, Lella 6 , Pinna6; Biancu 5 (24’ st Chierico 6); Ragatzu 5,5, Udoh 5 (24’ st Mancini 6). A disp.: Van Der Want, Renault, Sanna, Giandonato, Perseu, Belloni, Occhioni, Saira, Manca. All.: Canzi
TERAMO (3-4-2-1): Perucchini 6,5; Iacoponi 6,5, Soprano 6, Codromaz 6; Lombardo 6 (44’ st Hadziosmanovic sv), Arrigoni 6,5, Fiorani 6 (33’ st Forgione sv), Mordini 6; Malotti 5 (1’ st De Grazia 5,5), Rosso 5 (1’ st Bernardotto 6, 33’ st Rossetti sv); D'Andrea 6. A disp.: D'Egidio, Agostino, Furlan, Viero, Papaserio, Bernardotto, Cisco. All.: Guidi
Arbitro: Gemelli di Messina
Note: spettatori 400 circa, di cui circa 40 provenienti da Teramo. Ammoniti: La Rosa, Udoh, Pisano. Angoli 3-2. Recupero pt 0’, st 3’
OLBIA
Vince la paura fra Olbia e Teramo: paura di perdere punti preziosi in ottica salvezza, paura di complicare un finale di campionato che ora, a quattro giornate dalla fine, vede entrambe le squadre con un bel bottino da difendere per evitare i play out. Il regalo, per Olbia e Teramo, arriva da Fermo dove i gialloblù, dopo aver ribaltato il vantaggio di Pierini con un micidiale uno-due nella ripresa, hanno incassato allo scadere il pareggio del Cesena per mano di Caturano. Un pareggio al Recchioni che è stato accolto favorevolmente anche in Sardegna e che ha reso ancor più prezioso e importante il punticino che Olbia e Teramo si sono divise senza farsi troppo male. Il Diavolo, così come i sardi, resta a +4 dalla zona play out e dalla quintultima posizione, occupata dalla Fermana), ma soprattutto i biancorossi ottengono il terzo risultato utile consecutivo.
Un pareggio figlio del momento peculiare del campionato, che sta bene a entrambe le squadre e che rappresenta anche il giusto epilogo per 93’ di totale calma, o quasi.
La gara. Un primo tempo soporifero (con un’occasione per parte a voler essere generosi), un secondo più vibrante con un palo colpito dai padroni di casa e una chance sprecata dall’attaccante biancorosso De Grazia a campo aperto: i picchi più alti di un match che ha vissuto su toni sempre molto pacati senza mai salire d’intensità. Una partita molto tattica, preparata con attenzione e scrupolo dai due allenatori, che si sono studiati a vicenda. Il Teramo si è presentato in terra sarda con la stessa formazione del derby con il Pescara, eccezion fatta per l’attacco dove il terminale offensivo scelto ieri è stato D’Andrea, preferito a Bernardotto (poi uscito nel finale per un infortunio al piede). La difesa invece si è registrata, perché salgono a tre i turni di imbattibilità del portiere Perucchini che ad Olbia non ha dovuto compiere particolari interventi. Merito di una retroguardia che ha saputo assorbire bene i principali punti di forza dell’Olbia. La linea composta da Iacoponi, Soprano e Codromaz è rimasta spesso alta, per evitare di innescare la profondità della temibile coppia d’attacco sarda composta da Udoh e Ragatzu, che nella prima parte di gara sono finiti spesso in fuorigioco. Una sola occasione per l’attaccante sardo al 27, smanacciata da Perucchini. A centrocampo Arrigoni si è mosso tanto per provare a non dare riferimenti agli avversari, vista la marcatura speciale preparata per lui dal tecnico Canzi, e talvolta si è ritrovato a riempire l’area di rigore, con Fiorani costretto a compiti di impostazione. Davanti, invece, la scelta di affidarsi a tre giocatori di movimento non ha pagato, visto che non sono arrivati pericoli per la porta di Ciocci. Tanto che all’intervallo Guidi ha sconfessato la propria scelta e ha rimesso dentro Bernardotto subito pericoloso di testa. L’Olbia ci ha provato con un paio di conclusioni dalla distanza di Ragatzu, anche queste fuori misura, poi c’è stato uno squillo di D’Andrea con un tiro da lontano che si è spento di poco. Il velenoso mancino di Emerson da distanza siderale ha svegliato la partita, insieme ai cambi di Canzi che ha pescato dalla panchina un Mancini volenteroso. Sua la girata che ha spaventato il Teramo alla mezz’ora, seconda come portata solo al palo colpito da Pinna su un cross dalla destra (da esterno ad esterno). Il Diavolo si è ritagliato la possibilità del blitz soltanto a otto minuti dalla fine, con un lancio verso De Grazia scattato sul filo del fuorigioco: in area di rigore la mezzala ha perso lucidità e ha mandato a lato il pallone che avrebbe forse dato la certezza della salvezza già ieri. Bisognerà pazientare ancora e provare a chiudere il discorso nelle prossime due sfide al Bonolis contro Carrarese e Pontedera.
Andrea Sanna
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OLBIA (3-4-1-2): Ciocci 6; Brignani 6, Boccia 6, Emerson 6 (40’ st Finocchi sv); Pisano 6,5, La Rosa 6, Lella 6 , Pinna6; Biancu 5 (24’ st Chierico 6); Ragatzu 5,5, Udoh 5 (24’ st Mancini 6). A disp.: Van Der Want, Renault, Sanna, Giandonato, Perseu, Belloni, Occhioni, Saira, Manca. All.: Canzi
TERAMO (3-4-2-1): Perucchini 6,5; Iacoponi 6,5, Soprano 6, Codromaz 6; Lombardo 6 (44’ st Hadziosmanovic sv), Arrigoni 6,5, Fiorani 6 (33’ st Forgione sv), Mordini 6; Malotti 5 (1’ st De Grazia 5,5), Rosso 5 (1’ st Bernardotto 6, 33’ st Rossetti sv); D'Andrea 6. A disp.: D'Egidio, Agostino, Furlan, Viero, Papaserio, Bernardotto, Cisco. All.: Guidi
Arbitro: Gemelli di Messina
Note: spettatori 400 circa, di cui circa 40 provenienti da Teramo. Ammoniti: La Rosa, Udoh, Pisano. Angoli 3-2. Recupero pt 0’, st 3’
OLBIA
Vince la paura fra Olbia e Teramo: paura di perdere punti preziosi in ottica salvezza, paura di complicare un finale di campionato che ora, a quattro giornate dalla fine, vede entrambe le squadre con un bel bottino da difendere per evitare i play out. Il regalo, per Olbia e Teramo, arriva da Fermo dove i gialloblù, dopo aver ribaltato il vantaggio di Pierini con un micidiale uno-due nella ripresa, hanno incassato allo scadere il pareggio del Cesena per mano di Caturano. Un pareggio al Recchioni che è stato accolto favorevolmente anche in Sardegna e che ha reso ancor più prezioso e importante il punticino che Olbia e Teramo si sono divise senza farsi troppo male. Il Diavolo, così come i sardi, resta a +4 dalla zona play out e dalla quintultima posizione, occupata dalla Fermana), ma soprattutto i biancorossi ottengono il terzo risultato utile consecutivo.
Un pareggio figlio del momento peculiare del campionato, che sta bene a entrambe le squadre e che rappresenta anche il giusto epilogo per 93’ di totale calma, o quasi.
La gara. Un primo tempo soporifero (con un’occasione per parte a voler essere generosi), un secondo più vibrante con un palo colpito dai padroni di casa e una chance sprecata dall’attaccante biancorosso De Grazia a campo aperto: i picchi più alti di un match che ha vissuto su toni sempre molto pacati senza mai salire d’intensità. Una partita molto tattica, preparata con attenzione e scrupolo dai due allenatori, che si sono studiati a vicenda. Il Teramo si è presentato in terra sarda con la stessa formazione del derby con il Pescara, eccezion fatta per l’attacco dove il terminale offensivo scelto ieri è stato D’Andrea, preferito a Bernardotto (poi uscito nel finale per un infortunio al piede). La difesa invece si è registrata, perché salgono a tre i turni di imbattibilità del portiere Perucchini che ad Olbia non ha dovuto compiere particolari interventi. Merito di una retroguardia che ha saputo assorbire bene i principali punti di forza dell’Olbia. La linea composta da Iacoponi, Soprano e Codromaz è rimasta spesso alta, per evitare di innescare la profondità della temibile coppia d’attacco sarda composta da Udoh e Ragatzu, che nella prima parte di gara sono finiti spesso in fuorigioco. Una sola occasione per l’attaccante sardo al 27, smanacciata da Perucchini. A centrocampo Arrigoni si è mosso tanto per provare a non dare riferimenti agli avversari, vista la marcatura speciale preparata per lui dal tecnico Canzi, e talvolta si è ritrovato a riempire l’area di rigore, con Fiorani costretto a compiti di impostazione. Davanti, invece, la scelta di affidarsi a tre giocatori di movimento non ha pagato, visto che non sono arrivati pericoli per la porta di Ciocci. Tanto che all’intervallo Guidi ha sconfessato la propria scelta e ha rimesso dentro Bernardotto subito pericoloso di testa. L’Olbia ci ha provato con un paio di conclusioni dalla distanza di Ragatzu, anche queste fuori misura, poi c’è stato uno squillo di D’Andrea con un tiro da lontano che si è spento di poco. Il velenoso mancino di Emerson da distanza siderale ha svegliato la partita, insieme ai cambi di Canzi che ha pescato dalla panchina un Mancini volenteroso. Sua la girata che ha spaventato il Teramo alla mezz’ora, seconda come portata solo al palo colpito da Pinna su un cross dalla destra (da esterno ad esterno). Il Diavolo si è ritagliato la possibilità del blitz soltanto a otto minuti dalla fine, con un lancio verso De Grazia scattato sul filo del fuorigioco: in area di rigore la mezzala ha perso lucidità e ha mandato a lato il pallone che avrebbe forse dato la certezza della salvezza già ieri. Bisognerà pazientare ancora e provare a chiudere il discorso nelle prossime due sfide al Bonolis contro Carrarese e Pontedera.
Andrea Sanna

