Teramo sul velluto Cristini e Minelli infilano il Fano baby

Una sfida con poca storia risolta da due calci piazzati Domenica la qualificazione si deciderà a Gubbio
FANO. Senza darsi particolare pena il Teramo bagna con una vittoria l’esordio in Coppa Italia approfittando anche di un Fano troppo tenero e si giocherà la qualificazione domenica prossima (orario da stabilire) in casa del Gubbio. Sono gli spunti di Cristini e Minelli in area piccola sugli sviluppi di altrettanti calci piazzati a determinare un risultato che non avrebbe mai potuto essere diverso stante la diversa struttura delle antagoniste.
Certo ancora incompleta la squadra di Tedino, che aveva fuori lo squalificato Cianci più qualche altra pedina, ma che soprattutto attende di abbracciare Martignago e potrebbe magari avere presto in dote altri due giocatori cari all’ex tecnico del Pordenone come Magnaghi e Bombagi. Anche così comunque è tutt’altra cosa rispetto a un Fano che al debutto di Gubbio aveva dovuto fare affidamento esclusivo sulla Berretti ma che anche in questa occasione schiera quattro millennial, con tre ’97 a fare da zoccolo duro a dispetto dell’età ancora verdissima. Soprattutto in avanti è un Fano inattendibile, anche se è di Sarli il primo squillo della gara con un tiro a giro impreciso. Ci prova anche Morsucci a seguito di corner ma Tomei non si fa sorprendere, dopodiché il Teramo assume il comando delle operazioni di una sfida che, considerata l’afa, filerà via a ritmi mai troppo bassi. Arrigoni alza la mira su disimpegno sbagliato della retroguardia granata, mentre Infantino conclude come può sul primo raid offensivo di Cancellotti. Ancora Infantino di testa e fuori misura sull’angolo di Arrigoni, che poi però da sinistra disegna su punizione la più invitante delle traiettorie per Cristini, che sempre di testa firma il primo gol stagionale dei biancorossi proprio sotto il settore presidiato dai 150 tifosi teramani che si sono fatti beffe di caldo e domenica. Il Fano corre tanto ma non arriva mai e il Teramo in totale controllo può accarezzare il 2-0 con Infantino, che però arriva male sul tocco di Santoro. Quanto a Tomei, deve guardarsi solo da un bel tiro a volo di Morsucci da fuori favorito dal corner eseguito quasi cadendo da Parlati.
Proprio il capitano granata si inventa un pallonetto da metà campo che non inganna Tomei e che apre di fatto la ripresa. Per un po’ il Teramo lascia fare ma quando su punizione dal limite la traiettoria di Arrigoni trova la correzione della barriera, ecco spuntare sul filo del fuorigioco Minelli che da due passi castiga Fasolino chiudendo anzitempo la contesa. La squadra di casa non ha la forza né la qualità per controbattere, anche se resta in partita e ha anche il merito di non disunirsi, con il Teramo che invece cambia progressivamente faccia di seguito ai cambi dettati da Tedino e che ogni tanto piazza qualche affondo che potrebbe comunque portare al 3-0. Ci va vicino Birligea su iniziativa di Mungo e poi altre due volte nel corso del recupero, dopo che l’arbitro Natilla aveva fatto osservare un provvidenziale break per dissetarsi, stranamente ordinato però solo nel finale anziché già nel corso della prima parte di gara.
Pietro Gabrielli

