Teramo, un tris per agganciare l’Ascoli

19 Marzo 2015

I biancorossi sbancano Piacenza, infilano il ventesimo risultato utile di fila e affiancano i bianconeri in vetta alla classifica

PIACENZA. L’ennesimo segnale al campionato e alle dirette concorrenti (qualora ce ne fosse bisogno), l’ennesima prestazione decisa e senza speranza per l’avversaria. Il Teramo impone la propria forza in casa del Pro Piacenza, desideroso di punti salvezza, facendo il massimo risultato con uno sforzo non minimo ma neppure eccezionale. Ventesimo risultato utile di fila che vale l’aggancio in vetta alla classifica all’Ascoli che ha pareggiato a Pontedera. Masullo alla mezz’ora del primo tempo apre le marcature, la certezza dei tre punti la danno i soliti Donnarumma e Lapadula, che si confermano coppia formidabile. I biancorossi impiegano un po’ di tempo per imporsi, a dir la verità. L’atteggiamento tutt’altro che rinunciatario del Pro Piacenza quasi sorprende il Teramo, che però non soffre più di tanto nelle prime battute del primo tempo, è bravo a chiudersi e ammortizza i tentativi dei padroni di casa, pericolosi solo con Giovio al 20’. Non appena l’undici di Vivarini comincia a velocizzare le operazioni opera il sorpasso.

Il tentativo di Lapadula (25’) che viene murato da Alfonso in uscita è il preludio alla rete del vantaggio teramano che arriva al termine di un contropiede perfetto. La difesa rossonera si salva su Donnarumma, che temporeggia troppo, e su Lapadula, ma nulla può sul terzo tentativo di Masullo, che ribadisce in rete. L’1-0 stordisce il Pro Piacenza, partito forte ma colpito al primo vero affondo. E così al 37’ rischia di subire il secondo gol con Perrotta che, appostato sul secondo palo e pescato dalla punizione di Di Paolantonio, la prende male (di stinco) e manda a lato da buona posizione. Nonostante il vantaggio e la buona prestazione, vengono innescate poco le temibili punte del Teramo, ma quando toccano palla sono sempre pericolose. Come allo scadere della prima frazione, quando Alfonso alza in angolo, col determinante ausilio della traversa, la torsione di Lapadula su suggerimento di Scipioni. L’altro attaccante, Donnarumma, crea il primo pericolo ad inizio ripresa, con un mancino a spiovere che lambisce il palo. Un inizio ripresa che però è favorevole al Pro Piacenza, più determinato ma mai cinico (solo un tentativo in spaccata di Matteassi che termina sull’esterno della rete, 9’). Ne approfitta il Teramo, con la premiata ditta Lapadula-Donnarumma: dopo una fiammata personale, i due fanno quello che più sanno fare, mettersi in proprio e mettere in ghiaccio la partita. L’ex Gubbio riparte e conclude, col supporto rifinitore del compagno di reparto. E’ lo schiaffo che tramortisce il Pro Piacenza, incapace di reagire nonostante Franzini provi a cambiare le carte in tavola. Il Teramo gestisce bene il vantaggio e rischia solo nel finale, quando Tonti non blocca un traversone dalla trequarti, favorendo Alessandro: salva sulla linea Speranza. Ad evitare un finale di sofferenza è Lapadula, che al 90’, in ripartenza e con un gran sinistro a giro, iscrive anche il suo nome sul tris del Garilli.

Mirko Martini