Teramo, vittoria con il minimo sforzo

3 Febbraio 2020

Il Rende è poca cosa: basta una fiammata in avvio di ripresa per chiudere la partita dopo un primo tempo mediocre

TERAMO. La sblocca presto Cancellotti su angolo, poi il Teramo si addormenta e rischia di prendere due volte l’1-1; ma gli bastano 18 minuti iniziali di fuoco nella ripresa, concretizzati da un Magnaghi finalmente spietato sotto porta, per chiudere anzitempo la partita, che nel finale diventa un allenamento. Teramo-Rende, a stringere, è tutta qui. Troppa la differenza di valori tecnici in campo, aggravata dalle tante e pesanti assenze nelle file dei calabresi.
Il Teramo, però, fino all’intervallo ha fatto di tutto per tenere in partita gli avversari. Un film già visto: ritmi blandi, palleggio sterile, poco smarcamento, qualche confidenza di troppo nella costruzione bassa della manovra e l’inestirpabile difetto di un’eccessiva passività sui calci piazzati a sfavore. Insomma, un Teramo molle e superficiale. Che per fortuna è stato prima graziato dal Rende (e dalla traversa), poi svegliato da Tedino negli spogliatoi. Ed è rientrato con il piglio giusto, scavando il solco decisivo in poco più di un quarto d’ora. Dopo una partita del genere val la pena soffermarsi sulle cose negative piuttosto che su quelle buone perché il Teramo, che ha una cifra tecnica superiore alla media, deve ancora calarsi appieno in un girone dove, soprattutto in trasferta, è spesso costretto a giocare partite “sporche”. In questo avvio di girone di ritorno decisamente positivo (12 punti in cinque gare) il Diavolo è riuscito ad essere se stesso anche nella battaglia a Lentini, ma non altrettanto sul campo della Cavese: e ci ha rimesso le penne. Ieri, pur avendo avuto la fortuna di sbloccare subito lo 0-0, non ha avuto la cattiveria di chiuderla già nel primo tempo. Gli è andata bene, ma se vuol fare il salto di qualità deve eliminare questi blackout agonistici.
La cronaca. Il Rende si schiera con il 4-5-1, non aggredisce il Teramo ma fa densità nei suoi ultimi 40 metri. Il Diavolo parte a ritmi blandi e spinge davvero soltanto a destra con il solito duo Cancellotti-Santoro, ma trova il gol al primo affondo. Ilari di testa costringe Savelloni in angolo, dalla bandierina Bombagi calcia tagliato e il portiere ospite non intercetta: la palla schizza alle spalle di Cancellotti, che in mezza rovesciata la sbatte dentro. Ilari (tiro alto da posizione defilata) cerca subito il 2-0, poi comincia il sonno biancorosso e il Rende guadagna metri. Al 31’ e al 39’ i calabresi vanno a centimetri dall’1-1 prima con Nossa di piede (alto) e poi con Collocolo di testa (traversa), entrambi sugli sviluppi di calci d’angolo. A difesa schierata, come al solito, Teramo troppo fermo.
Nella ripresa la musica cambia subito. Costa Ferreira, impalpabile nei primi 45’, si sposta sull’out sinistro e da lì ispira la manovra offensiva, permettendo a Ilari di inserirsi centralmente. Proprio Ilari al 2’ si presenta solo davanti a Savelloni su sponda di Magnaghi ma gli tira addosso. Al 13’ un colpo di tacco volante di Santoro spalanca il campo al Teramo: Ilari fa filtrare in area per Magnaghi, che segna con un tocco di fino. Cinque minuti e Costa Ferreira imbuca per l’inesauribile Santoro, che di testa fa da sponda per Magnaghi: controllo e tiro, 3-0.
La partita, di fatto, finisce qui e Tedino può dare minuti a qualcuno della panchina. Proprio allo scadere il redivivo Mungo si mangia il 4-0 su corta respinta di Savelloni, ma forse è meglio così: è bene che Mungo si tenga qualche colpo per quando servirà davvero.
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