Teramo, è sorpasso: lascia l’Ascoli a -2

23 Marzo 2015

Scipioni e Donnarumma piegano un ottimo San Marino

TERAMO. La voglia di vincere. Della squadra e del suo pubblico. La voglia di andare al comando da soli, sapendo che Ascoli-Reggiana era finita con il pari che era negli auspici. Questo ha fatto la differenza, ieri al Bonolis, in una partita che solo uno sciocco poteva pensare facile e che infatti è stata durissima. Sul piano tecnico-tattico il San Marino ha retto benissimo il confronto, ma quando il Teramo nel secondo tempo ha accelerato, con la rabbiosa determinazione di chi insegue un obiettivo e vuole conquistarlo a tutti i costi, l’ammirevole resistenza della squadra del Titano si è piegata. Ed è arrivato il meraviglioso gol di Scipioni, un’azione corale e un gesto finale da antologia che hanno fatto esplodere lo stadio. Non è finita lì. Il San Marino ha reagito, ha preso campo e ha sfiorato l’1-1. A quel punto la forza mentale del Teramo degli invincibili – 21 partite di fila senza perdere, numeri da paura – è tornata fuori. Ed ha spinto i biancorossi alla ricerca del gol della sicurezza, puntualmente arrivato nel finale.

È stata, comunque vada a finire, una vittoria epocale. Per la storia del Diavolo (mai primo in terza serie a marzo) e per la storia del torneo (finora si era visto un lungo inseguimento del Teramo all’Ascoli, da ieri la situazione è ribaltata). È incredibile, per come era cominciata la stagione, che il Teramo sia arrivato fin qui. Ma non solo è vero, è anche giusto. E adesso è Vivarini a lanciare la volata verso la Madre di tutte le partite, Teramo-Ascoli del 10 maggio, una sorta di finale. Ma chissà se sarà davvero decisiva, ora si può cominciare a pensare di no.

Ieri, di fronte a un gran pubblico (quasi tremila se consideriamo i non paganti), il Teramo ha trovato nel San Marino un’avversaria coraggiosa e aggressiva, che stava corta e alta e andava in pressione sulla palla con tutti i giocatori, comprese le due punte. Riconquistato il pallone, peraltro, Soligo e compagni attaccavano con molti uomini. Nessuno ha affrontato il Teramo così finora e il Teramo ha sofferto. Il taccuino del primo tempo parla di una sola vera occasione da gol biancorossa (16’: rovesciata di Lapadula su cross di Masullo con gran parata del portiere) contro un paio degli ospiti (Speranza e Tonti al 44’ hanno chiuso con bravura e fortuna Musetti lanciato a rete, Magnanelli al 47’ ha costretto Tonti a un gran volo). L’infortunio del trequartista Sensi – trattato dal Diavolo a gennaio – non ha menomato più di tanto un San Marino da applausi.

Come altre volte, il Diavolo ha trovato il bandolo della matassa nella ripresa. Lo ha fatto attaccando a cento all’ora, senza paura, con la mentalità della grande squadra, sospinto da un gran tifo e trascinato non solo dalle due punte ma anche da un Cenciarelli spiritato e dai due teramani Doc di fascia destra. Dopo un probabile rigore di Bregliano su Lapadula (11’) e una parata miracolosa di Caio su Speranza (12’) è arrivato il prodigio dell’1-0: azione in velocità Donnarumma-Di Paolantonio-Scipioni conclusa dal terzino con una mezza rovesciata in corsa, qualcosa di travolgente. Il San Marino non ha mollato e per un quarto d’ora ha messo alle corde il Teramo, centrando l’incrocio dei pali al 24’ con Musetti dal limite. Vivarini si è giocato la carta Di Matteo al posto di Masullo, la squadra ha avuto un momento di sfilacciamento e ha sbandato, ma – come al solito – ne è uscita. Dalla mezz’ora in avanti i biancorossi hanno cominciato a ripartire con efficacia. Un rigore negato a Lapadula abbattuto da Ferrero, che l’arbitro ha ritenuto simulazione scatenando l’ira dell’intero stadio (32’), e un colpo di testa di Donnarumma uscito di poco e mancato di un soffio da Perrotta (37’) hanno fatto da antipasto al 2-0. Arrivato al 41’ ancora grazie a un assalto di turbo-Scipioni, che dopo un cross e un primo tiro ribattuti ha ciabattato da destra una conclusione che è diventata un assist per Donnarumma, appostato sul secondo palo. Stop, occhiata al guardalinee (sembrava fuorigioco, in effetti, ma va bene lo stesso) e tocco facile facile. Per Donnarumma sono 17 reti, per il Teramo 61 punti: +2 sull’Ascoli. Nulla è deciso? Certo. Ma venti giorni fa l’Ascoli era a +4. Nulla è più vietato, nulla fa più paura.

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