Teraschi, un pescarese che infiamma il Latina

L’esterno domenica al primo gol tra i professionisti: «Andavo in curva e sogno la maglia biancazzurra»
PESCARA. Dalla curva al campo, come nelle storie di calcio più romantiche. Ma quella di Marco Teraschi, pescarese doc, non si è ancora tinta di biancazzurro. I suoi colori sono quelli del Latina (girone C), con cui domenica ha griffato il 1° gol in C contro il Picerno: «Emozione indescrivibile», confessa l’esterno classe 2001, «perché sugli spalti c’erano anche i miei genitori (Massimo e Silvia,ndr)». Un avvio di stagione luccicante, condito anche da 3 assist, con un piccolo rimpianto: «Peccato che non siamo capitati nel girone del Pescara. Sarebbe stato bellissimo giocare all’Adriatico». La sua passione per il calcio si è alimentata per tanto tempo di luce propria. «A due anni già tirava di collo» racconta il papà, che ha un passato da calciatore dell’Alessandria e per il figlio ha fatto una scelta originale. «L’ho tenuto lontano dalle scuole calcio dopo certe situazioni negative che avevo vissuto». Marco gioca nel campetto della chiesa della Santa Famiglia, a Pescara, per 7 anni. Ma il suo talento ha bisogno di altri palcoscenici. Col Pescara c’è un approccio, a 14 anni, ma non se ne fa nulla. Lo prende la D’Annunzio, con cui gioca fino alla categoria Allievi, poi passa al Delfino Flacco, in Eccellenza, quattro stagioni fa: «L’ho visto per la prima volta all’antistadio e me ne sono innamorato», dice il tecnico Guglielmo Bonati, che lo aggrega subito in prima squadra: «È un giocatore totale, mi ricorda Cuadrado», conclude il suo ex allenatore. Un’investitura importante per il “piccolo bomber”, come lo chiamavano i più grandi vedendolo giocare. Marco gioca in Eccellenza per un anno e mezzo, poi approda a Latina (gennaio 2020): «Lo consigliai al ds Marcello Di Giuseppe (ex Teramo)», dice il procuratore Carlo Di Renzo, «che cercava dei fuoriquota per la D». Con i nerazzurri gioca 36 partite (con 3 gol e 6 assist) prima di conquistare il professionismo: «Sono stato accolto benissimo, ma quando posso torno a Pescara», confessa Marco, che ha addosso i riflettori di tante squadre (come Avellino e Reggina,) «sono cresciuto vedendo Immobile, Verratti e Insigne e mi piacerebbe vestire quella maglia». Il suo presente si chiama Latina, ma per vestirsi di biancazzurro c’è sempre tempo. (d.b.)

