TERREMOTO IN SERIE B: QUALI DIRITTI?
Quel "mai più” sbandierato e urlato dopo il crac del Parma di Ghirardi (era il 2015) continua a risuonare beffardo dentro le stanze del pallone italiano. E dentro i bar, nei salotti davanti alla tv,...
Quel "mai più” sbandierato e urlato dopo il crac del Parma di Ghirardi (era il 2015) continua a risuonare beffardo dentro le stanze del pallone italiano. E dentro i bar, nei salotti davanti alla tv, in mezzo alla gente che, poi, é quella che davvero non capisce e che non si capacita. E che si indigna. "Mai più” ci avevano rassicurato ancora un anno fa, durante e alla fine della peggiore estate del nostro calcio, quella dei cento processi (Chievo, Cesena, Foggia, Bari, Avellino, Parma, Palermo, Frosinone, Entella, Novara), quella che aveva partorito l’anomalia della B a 19 squadre. E, invece, eccoci di nuovo. Un’altra volta. La sentenza del Tfn e poi, soprattutto, la decisione del consiglio direttivo della B che lunedì sera ha spazzato via prima il Palermo e poi i play out sono stati, allo stesso tempo, un terremoto ma, allo stesso tempo, la conferma che quel “mai più” continua ad essere una sorta di entità metafisica. Irraggiungibile. Irrealizzabile. Soprattutto perché, le settimane che ci aspettano, non sembrano poter essere la sponda della pacificazione e della sistemazione, ma, invece, il terreno fertile di altre battaglie furibonde che si combatteranno nelle aule dei tribunali. Le promettono a Palermo, nonostante la schiacciante montagna di elementi di colpevolezza (ma ad un giudizio di secondo grado, il club rosanero, avrà comunque diritto di ricorrere); le promettono a Foggia che, intanto, già questa settimana potrebbe vedere accolto il ricorso per riavere uno o più punti della sua penalizzazione (a quel punto sarebbe salvo a scapito della Salernitana) e che, in aggiunta, contrasterà la decisione di annullamento dei play out: é giusto che il Palermo si aggiunga alle tre già retrocesse sul campo e non, invece, prendere il posto della 19ª classificata, permettendo alle altre di scalare in avanti e garantire, comunque, gli spareggi per la salvezza? Un dubbio che si è posto anche Gravina che porterà il tema domani in consiglio federale. Spinose questioni di diritto sportivo stanno per riprendersi le copertine e le nostre speranze di avere un finale di stagione di sole emozioni, di solo pallone. Avvocati e non bomber. Ancora.
*giornalista Skysport
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