«Testa bassa e pedalare e magari prendiamo chi adesso ci sta davanti»

Metafora ciclistica del selezionatore che punta sul gruppo «Ne ho scelti 23 e giocheranno tutti e 23». Mancano le stelle
INVIATO A MONTPELLIER. «Non dobbiamo farci condizionare all’esterno ma pensare a noi stessi, tutti a testa bassa e pedalare magari guardando a chi ci sta davanti e cercando di acchiapparlo». Usa la metafora ciclistica il Ct Antonio Conte, magari perché il nostro primo avversario sarà il Belgio, terra che prima di diventare inaspettatamente numero uno del ranking Fifa è stata giacimento inesauribile di preziosi pedalatori, da Rick Van Looy a Eddy Merckx, da Roger De Vlaemicnk a Tom Boonen o forse perché il centro di allenamento “Bernard Gasset” si trova all’ingresso di Montpellier in una frazione che si chiamata Grammont come il celebre muro del Giro delle Fiandre, la classica monumento delle due ruote. O magari sarà perché su queste strade il Tour de France è ospite abituale nel tragitto tra Alpi e Pirenei.
Non c’è un “Cannibale” nella Nazionale ed è forse per questo che il nostro selezionatore attinge dal vocabolario ciclistico per trasmettere il suo concetto di calcio che deve necessariamente andare oltre il “3-5-2”.
E allora torna prepotentemente alla ribalta l’idea del gruppo come energia alternativa alla carenza di talento, risorsa di anima e cuore, di gambe e polmoni, di sacrificio e sofferenza che può sopperire ai limiti del genio.
«Ho scelto 23 giocatori di cui mi fido– ha ribadito Conte – ci sono almeno tre partite da giocare e giocheranno tutti. Ovviamente farò delle scelte basandomi su quello che vedono i miei occhi».
È evidente che il Ct non ha ancora scritto sulla lavagna la formazione che scenderà in campo contro il Belgio e fatta eccezione per il blocco Juve in difesa a centrocampo e in attacco le soluzioni sono ancora da work in progress come ha dimostrato il primo allenamento di ieri mattina dove nella partitella a campo ristretto Conte ha mischiato scientificamente le carte.
Ma ci sono ancora alcuni giorni a disposizione per sciogliere le riserve e sicuramente prima di mettere nero su bianco il futuro allenatore del Chelsea dovrà inserire nel suo software tutte le informazioni in suo possesso, da quelle fisiche a quelle tattiche, da quelle sanitarie a quelle tecniche. Certo, resta il cronico “mal di gol” che forse la calda brezza mediterranea che accarezza Montpellier potrebbe attenuare.
«Quando si partecipa ad una manifestazione di altissimo livello bisogna creare le occasioni da rete anche se ovviamente sono consapevole che bisogna metterla dentro. Ma stiamo lavorando per quello».
La Nazionale dei gregari che porta le borracce e dà cambi regolari in testa al gruppo sta conquistando sul campo sempre più fiducia e l’accoglienza dell’altra sera all’albergo ma anche il sold-out all’allenamento a porte aperte di ieri mattina ne sono il termometro. Già, il Ct è davvero felice dell’accoglienza che Montpellier ha riservato alla Nazionale dai figli degli emigranti italiani degli anni ’30 ma anche ai numerosi connazionali con passaporto tricolore e che da queste parti conducono ristoranti, gelaterie ma soprattutto studiano nei prestigiosi atenei scientifici.
«Siamo qui da poco ma le sensazioni sono davvero positive. Abbiamo scelto Montpellier perché il centro di allenamento è all’avanguardia, c’è un aeroporto sempre aperto che ci agevola nei trasferimenti per le partite e inoltre perché c’è una folta presenza di italiani che ci danno la carica e l’entusiasmo come si è già potuto vedere. Perché un albergo in centro città? Perché è comodo, confortevole e adatto alle nostre esigenze».
Si può vincere una classica anche sorprendendo tutti con una fuga da lontano, ecco il piano di Conte che sale in sella e pedala perché la strada da Montpellier a Parigi è lunga.
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