Tevez-gol e Allegri si gode la rivincita

La Juve batte il MIlan, il tecnico consuma la vendetta dell’ex
MILANO. A fuoco lento. La Juve ha rosolato il Milan senza fretta e poi lo ha infilzato col solito Carlitos Tevez in una combinazione quasi irresistibile con Pogba. Così il sogno rossonero è rimasto tale. La squadra di Allegri obiettivamente ha fatto di più. Non bellissimo, il primo tempo aveva già fatto vedere una certa superiorità bianconera sfociata in tre occasioni da gol: due ottime parate di Abbiati su tiri di Llorente e Pereyra, poi un palo di Marchisio; un bel colpo di testa di Honda con risposta adeguata di Buffon. Come nelle prime partite, la Juve non aveva raccolto per quanto ha seminato, il Milan aveva cercato prevalentemente di non soccombere. Poi il gol di Tevez ha aperto ai bianconeri la strada della vittoria. Quindi Max ha battuto Pippo: anche se il campionato è all’inizio, si farà molta dietrologia su questo risultato, per le recenti vicissitudini dei due tecnici e delle loro squadre. La vittoria della Juve, meritata, frenerà gli entusiasmi sperticati che erano sorti in casa rossonera, ridimensionando per ora le ambizioni milaniste. Inzaghi aveva messo le mani avanti: al momento, la Juventus è superiore alla sua squadra. È vero. Il gol di Tevez lo ha dimostrato. La quarta vittoria di seguito su un campo difficile come quello di San Siro ha ribadito il ruolo di perenne favorita della Juve.
Insomma, adesso i bianconeri aspettano la risposta della Roma, che oggi sarà impegnata contro il Cagliari.
Il primo pienone di un San Siro ruggente e ricco di coreografie, inni rossoneri e fischi a Allegri, ci ha regalato alcuni interrogativi: a) perché la Juve sbaglia tanto sotto porta?; b) il Milan degli otto gol contro Lazio e Parma, dov’è finito? c) Torres, visto nel finale, cambierà veramente le cose, in casa rossonera ?
Le prime botte a Menez e Marchisio, le iniziative bianconere e il clima aggressivo hanno subito fatto capire che partita sarebbe stata. Bloccare il francese e Lichtsteiner, con le buone o le cattive, è stata la parola d’ordine sui due fronti. Insomma più tensione che spettacolo. Il Milan è stato schiacciato nella propria metà campo, per venti minuti di futili scaramucce. Fino al 27’, quando Buffon ha dovuto intervenire da campione su un colpo di testa di Honda imbeccato da sinistra da Muntari. Il girovago Tevez ha poi dato il “là” a un’azione pericolosa che ha costretto Abbiati a un salvataggio di piede su Llorente, che subito dopo ha dato a Pereyra una bella palla: destro rasoterra deviato dal provvidenziale Abbiati. Intanto Allegri ha sostituito Caceres con Ogbonna. Il palo colto da Marchisio al 38’ da fuori area, alla sinistra di Abbiati, ha fatto capire tante cose, prima di una topica di Chiellini che ha permesso a Menez di andare al tiro, controllato dal “gigante” Buffon.
Alcune giocate pregevoli di Pogba, qualche inizia di Menez e Pereyra, gli errori di Llorente, qualche tentativo di El Shaarawy rimpallato e i soliti cori stercorari hanno caratterizzato la ripresa, finchè un fendente di Pogba non è stato deviato e Marchisio non ha mancato lo specchio della porta sull’angolo successivo. Inzaghi ha poi fatto entrare Bonaventura al posto di El Shaarawy. Al 25’ finalmente è passata la Juve: Tevez è partito dalla trequarti, ha scambiato nello stretto con Pogba che gliel’ha data sulla sinistra: diagonale vincente e bianconeri in vantaggio. Nel finale si sono visti Torres (poco), Vidal (in rodaggio), Romulo (onesto) e Pazzini (combattivo). Il Milan ha invocato un rigore per un intervento in area su Menez (non chiarissimo), ma non si può dire che abbia fatto molto per meritarsi il pareggio. Max ha dato una lezioncina al praticante Pippo e la Juve è ancora a punteggio pieno dopo tre giornate. Una rivincita per Allegri che è stato esonerato dal Milan nel gennaio scorso con i rossoneri ancora in corsa per la Champions League.

