Thiam: felice per i gol ma abbiamo buttato all’aria punti pesanti

8 Dicembre 2014

Il bomber del Lanciano al rientro ha segnato una doppietta nel pari col Trapani. Vastola: impariamo a chiudere le partite

LANCIANO. Con la doppietta (seconda in stagione per lui, dopo quella rifilata al Vicenza) messa a segno sabato contro il Trapani, Mame Baba Thiam ha raggiunto, a quota cinque, il capocannoniere della squadra Vastola. Non male per uno che, complici i sei turni di squalifica sinora rimediati, ha complessivamente disputato undici gare, pari ad una media di 0,45: poco meno di un gol ogni due incontri. «Felice di essere tornato a segnare (dopo quasi due mesi di astinenza, ndc), molto meno del risultato finale», le dichiarazioni dell'attaccante senegalese, che così commenta l'ennesimo pari della sua Virtus Lanciano: «Un'altra occasione mancata, dopo essere riusciti a passare in vantaggio. Purtroppo non è la prima volta che succede e questo aumenta ancor di più la nostra amarezza, per un risultato che ci sta sicuramente stretto». Punti preziosi gettati via, che alla lunga potrebbero pesare: «Che ci manchi qualcosa è certo, ma non abbiamo molto da rimproverarci avendole provate davvero tutte per mettere al sicuro il vantaggio acquisito in rimonta». «Se invece di schiantarsi sul palo, il mio colpo di testa fosse finito in rete, adesso staremmo a commentare tutta un'altra gara». A parlare così è il centrocampista goleador Gaetano Vastola, uno che con i legni della porta avversaria sembra avere un conto aperto: «Ormai non ci faccio più caso, ma a chi ci critica per l'ennesimo pari dico che avrebbe ragione di farlo se la squadra avesse tirato i remi in barca dopo il 2-1, accontentandosi del vantaggio di misura, ma così non è stato. Tant'è che nell'intervallo ci siamo prefissi di tornare in campo e giocare come se fossimo ancora sullo 0-0, allo scopo di segnare quella terza rete in grado di mettere definitivamente alle corde il Trapani. Ecco», prosegue Vastola, «se dobbiamo proprio imputare qualcosa a questa Virtus, è di non riuscire ad infliggere, all'avversario, il cosiddetto colpo del ko». C'era il rigore su di lei? «Per l'arbitro non c'è stata alcuna irregolarità, ma io so solo di aver ricevuto un colpo che mi ha impedito di colpire il pallone partito dai piedi di Paghera». Certo, ad osservare la classifica attuale, c'è davvero da mordersi le mani, visto che in caso di eventuale successo (e tralasciando analoghe circostanze, quali i pareggi ottenuti contro Perugia, Crotone e Pescara, per restare al recente passato), la Virtus sarebbe terza, a pari punti con il quotato Bologna. Anche in questo caso però il biondo centrocampista campano ha qualcosa da ridire: «È ovvio», sottolinea, «che i primi ad essere rammaricati per i punti persi per strada siamo proprio noi, ma credo che nessuno possa rimproverare a questa squadra di non provarci. Dal primo all'ultimo minuto, attraverso il gioco e mettendoci l'anima. Ci manca solo quel pizzico di concretezza e di fortuna in più». Quella che è mancata sabato a Stefano Ferrario, andato in gol ma nella porta sbagliata. «Su un loro calcio piazzato, il mio avversario diretto», spiega lo stesso difensore centrale rossonero, «mi ha leggermente spostato, facendomi così spizzare il pallone, che ha assunto poi una traiettoria rivelatasi micidiale per il nostro portiere. Cose che possono capitare e che eravamo anche riusciti ad annullare grazie alla doppietta di Thiam ed alla rabbiosa reazione d'orgoglio di tutta la squadra. Peccato non sia bastato a portare a casa i tre punti», conclude Ferrario, che al danno ha visto aggiungersi la beffa, dato che il giallo rimediato nel finale lo costringerà a saltare (per squalifica) la sfida di sabato a Terni, contro la sua ex squadra.

Stefano De Cristofaro

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