TIFOSI IN STAND-BY, MA IL PALERMO CORRE

5 Novembre 2018

A Palermo, ogni allenatore deve convivere con due problemi: assecondare le aspettative di Zamparini e provare a riempire il “Barbera”. Sono entrambi due rompicapo. Roberto Stellone, per ora, sembra...

A Palermo, ogni allenatore deve convivere con due problemi: assecondare le aspettative di Zamparini e provare a riempire il “Barbera”. Sono entrambi due rompicapo. Roberto Stellone, per ora, sembra aver trovato la soluzione per il primo. Aveva dato un morso al campionato scorso proprio alla fine, subentrando a Bruno Tedino appena in tempo per garantire ai rosanero il miglior piazzamento play off (quarto posto) e arrivare fino alla doppia finale con il Frosinone: vittoria in casa, 2-0 al passivo allo “Stirpe”, promozione sfumata, coda lunghissima di veleni e tanti saluti.
Ma il Tedino-bis, quello scelto per ripartire, non é mai decollato e Stellone é… riatterrato a Punta Raisi. Da lì, fine settembre, non ha sbagliato un colpo: quattro vittorie, un pareggio e, aspettando stasera il Pescara, primo posto in classifica.
Gioca un calcio robusto, il Palermo di Stellone, perché robusta é la rosa che ha, solidissima nella struttura fisica e per curriculum. Non é cambiata granché rispetto all’ultimo campionato: ha cambiato il portiere (ma Pomini é rimasto da buon dodicesimo di Brignoli), ha aggiunto Salvi, uno dei migliori terzini della scorsa stagione, Falletti e Puscas, alternative di lusso per la fase offensiva. Con loro Tedino aveva messo insieme 8 punti in cinque partite, non una miseria ma troppo pochi per il presidente che, con Stellone, ha invece avuto la svolta e ritrovato il sorriso.
Restano incognite societarie, restano nubi sul Palermo che verrà (lo stesso Zamparini ha ammesso che bisogna trovare almeno una decina di milioni per completare serenamente la stagione) ma il Palermo di oggi, intanto, va. Predicando, però, nel deserto. Nell’ultima sfida contro il Cosenza (vinta 2-1 al 90’) solo 4.500 spettatori, minimo storico dell’era Zamparini, e la media é appena migliore: 6.000 persone. Il “Renzo Barbera” è un catino sempre troppo vuoto, troppo spento, la passione appena risbocciata la scorsa primavera, per accompagnare la squadra all’assalto della promozione poi sfumata, si é spenta in fretta. Anni luce distanti appaiono le domeniche di Francesco Guidolin, di Luca Toni superbomber, della lotta per un posto in Coppa Uefa, della vecchia “Favorita” sempre piena come un uovo. Stellone viaggia veloce, tifosi in stand-by: le due facce di un primato.
*giornalista SkySport