Tiro al bersaglio dell’Inter: goleada e super Sanchez

2 Luglio 2020

Il cileno trascina i nerazzurri, a segno sei giocatori diversi contro il Brescia 

MILANO. Una goleada per ritrovare la fiducia e la serenità che sembrava smarrita. L’Inter passeggia sul Brescia e resta aggrappata a Juventus e Lazio, allontanando gli spauracchi delle ultime giornate. Nell’afa di San Siro finisce 6-0 per i nerazzurri, in una gara che gli uomini di Conte hanno il merito di mettere subito sui binari giusti, mostrando anche buone trame di gioco. Aiutati pure dalla scarsissima opposizione degli ospiti, sembrati quasi già rassegnati alla retrocessione.
Stavolta il turnover del tecnico nerazzurro porta i frutti sperati: Eriksen e Lukaku partono dalla panchina, ma ci pensa Sanchez a trascinare i compagni, coadiuvato sulle fasce da Young e Moses. E c’è gloria per tutti, visto che per una sera Lautaro e Lukaku non vanno in gol, ma i nerazzurri mandano in rete sei giocatori diversi per la prima volta dalla stagione 2002-2003 (Inter-Reggina 6-0). Scampato un pericolo in avvio con Donnarumma che solo davanti ad Handanovic spara alto, Sanchez sale in cattedra, ispirando sia il vantaggio nerazzurro (suo il cross per la girata di Young) che il raddoppio, trasformando un rigore concesso per atterraggio di Moses dopo un suo lancio in profondità. Un uno-due che manda ko il Brescia dell’obiettivo Tonali («ci piace ma non c'è stato alcun contatto con Cellino», le parole dell’ad Marotta nel prepartita) e mette la gara nelle mani della squadra di Conte, che trova il 3-0 al 45’ con un colpo di testa di D’Ambrosio su cross di Young.
La ripresa si trasforma così in poco più di un allenamento in cui trova una minima redenzione anche Gagliardini, che dopo l’erroraccio contro il Sassuolo trova il gol del 4-0 di testa su punizione di Sanchez. Ad arrotondare il risultato ci pensano poi Eriksen in tap-in su corta respinta di Joronen e Candreva con un mancino in diagonale. All’appello manca in sostanza solo Lautaro, che ha almeno tre occasioni, ma resta ancora a secco: le voci sul Barcellona si sono affievolite, l’argentino però è lontano parente di quello di inizio stagione. L’Inter rimane aggrappata così alla zona scudetto, a -8 dalla Juve e -4 dalla Lazio, provando inoltre l’allungo in chiave terzo posto sull’Atalanta. Ma, soprattutto, ritrova le sensazioni positive in campo: ulteriore segnale che i nerazzurri non intendono mollare.
Polemico Conte a fine partita. «Guardando l'Inter ce ne sono sempre tante di buone indicazioni, poi dipende se si vuole guardare il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto», dice il tecnico nerazzurro. «Per l'Inter si vuole guardare spesso il bicchiere mezzo vuoto e creare problematiche, ma per me non c'è nessun problema. Ma attacchino me, invece dei giocatori o del club»,
Caso Sanchez. Sanchez giocherà con l’Inter fino al termine della serie A. Lo ha comunicato il Manchester United, che detiene il cartellini del giocatore. Stesso discorso per Smalling della Roma, anche lui di proprietà dello United. In nessuno dei due casi è menzionata l’Europa League, competizione a cui partecipano sia il Manchester sia Roma ed Inter. Stando però alle parole del club inglese Sanchez potrebbe giocare la sfida col Getafe il 5 o 6 agosto, per Smalling, invece, ad ora, niente da fare.
Angelo Caradonna