Tita e Banti regalano il bis Il decimo oro è della vela

9 Agosto 2024

Con l’argento di Casadei-Tacchini la canoa conquista la 30ª medaglia azzurra

PARIGI. Un oro, un argento, un bronzo. E una finale per l’oro storica con l’Italvolley femminile. Il bilancio di giornata è pesante e permette agli azzurri di arrivare a 10 ori eguagliando così il numero di Tokyo. Per il resto, il totale dice 30, ma ci sono ancora tre giorni di gare. Ruggero Tita e Caterina Banti, infatti, non tradiscono e, come tre anni fa a Tokyo, conquistano l’oro olimpico nella classe Nacra 17. Il 32enne finanziere di Rovereto e la romana classe 1987 si presentavano alla medal race già certi di salire sul podio con 27 punti in 12 regate (metà delle quali vinte) e un vantaggio importante sugli inseguitori. Dopo Tokyo 2020 (ma 2021 causa pandemia) l'equipaggio azzurro ha rispettato in pieno tutti i pronostici e le previsioni della vigilia, che lo davano (giustamente) come quello da battere. «Per molti, la nostra vittoria era scontata. Tutto ciò», hanno ammesso, «ha fatto aumentare la pressione su di noi, ma nella vela non è mai detta l'ultima parola». Una condizione da super favoriti con cui non è mai facile convivere, ma anche nei Giochi francesi Tita e Banti hanno chiaramente dimostrato di essere i più forti al mondo. Il 32enne finanziere di Rovereto, che si è innamorato della vela sul lago di Caldonazzo e la 37enne romana del quartiere Flaminio gareggiano insieme da otto anni. Divisi, per molto tempo, perché Tita è salito anche su Luna Rossa per la Coppa America. Diversi, caratterialmente, lontano dalle acque. Ma in simbiosi sul catamarano. Imbattibili. Fermati, o per meglio dire solo rallentati, da Eolo che ieri aveva deciso di prendersi una giornata di riposo. Alle Olimpiadi gli aggettivi si sprecano, ma questa volta si può, anzi si deve affermare che si tratta di un'impresa leggendaria: nessun equipaggio con il tricolore bianco, rosso e verde era riuscito a conquistare due titoli olimpici. Tita e Banti, due fuoriclasse, sono stati capaci di farlo in due edizioni consecutive. «Dopo Tokyo», hanno raccontato, «dovevamo decidere se rimetterci sulla stessa barca. Nonostante avessimo a disposizione solo tre e non quattro anni, abbiamo deciso di farlo con il chiaro obiettivo di vincere un'altra medaglia d'oro a Parigi». In questi 36 mesi, ci sono stati anche momenti di scoramento. «Soprattutto per me, perché», si è commossa Banti, «ho dovuto superare molti problemi fisici. Ma alla fine questi giorni di regate olimpiche sono la perfetta conclusione di tutti i sacrifici fatti, singolarmente e insieme, in questo periodo».
L’argento della canoa. Gabriele Casadei e Carlo Tacchini secondi nel C2 500: settimi a metà gara, con una strepitosa rimonta nei secondi 250 metri vanno a prendersi l’argento in 1’41”08 beffando al fotofinish gli spagnoli. L’oro va all’equipaggio cinese formato da Liu Hao e Ji Bowen. 64 anni dopo Aldo Dezi e Francesco La Macchia (C2 1000), l'Italia della canoa velocità torna sul podio olimpico con la specialità della canadese. A interrompere il digiuno, due piemontesi appartenenti alle Fiamme Oro; da una parte Tacchini, il maestro 29enne di Verbania, e Casadei, l'allievo di 22 proveniente da Ivrea, città famosa anche per la canoa slalom. Una coppia che si è costruita negli ultimi anni, trovando un affiatamento anche al di fuori dello sport, per un argento che, forse, era scritto nel destino e nasce da lontano perché il primo incontro tra i due risale al 2016. Carlo rientrava dall'Olimpiade di Rio dove aveva gareggiato individualmente e si ritrovò a premiare un piccolo Gabriele nella gara del Canoa giovani. Otto anni dopo sono insieme a festeggiare un argento che porta a 19 il medagliere olimpico della federazione canoa kayak che, dopo l'oro di De Gennaro nel K1 della canoa slalom, aggiunge la 15ª medaglia nella disciplina della canoa velocità, la seconda della storia nella specialità della canoa canadese.
Atletica: salto in lungo. Larissa Iapichino ferma il suo salto a 6,87, quarto posto nel lungo a Parigi 2024, e 9 centimetri lontano dal podio. La figlia di Fiona May, allenata da papà Iapichino, sbarca così alle Olimpiadi, con un risultato che è un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto allo stesso tempo. «Sono stata scema, non si è accesa la miccia», dice la 22enne lunghista di Borgo San Lorenzo, che ha abituato a sbalzi di umori, tra sorrisi e introversioni.
Ritmica. Sofia Raffaeli e Milena Baldassarri hanno conquistato la finale (in programma oggi) del concorso generale individuale della ginnastica ritmica. Raffaeli parte dal primo posto e Baldassarri dal nono.
Basket. Gli Usa si sono qualificati per la finale battendo la Serbia per 95-91. Domani per l'oro affronteranno la Francia che ha superato (73-69) la Germania.
Gianfranco Merenda