Toldo: «Sono legato all’Abruzzo L’Inter è sulla strada giusta, stare in alto deve essere la normalità»

ATESSA. Una serata a tinte nerazzurre. Per festeggiare i dieci anni di affiliazione dell'Inter Club Atessa “Mario Corso”, il presidente Enzo Rotolo e i soci avranno ospite d'onore questa sera, al...
ATESSA. Una serata a tinte nerazzurre. Per festeggiare i dieci anni di affiliazione dell'Inter Club Atessa “Mario Corso”, il presidente Enzo Rotolo e i soci avranno ospite d'onore questa sera, al ristorante La Castellana di Piazzano di Atessa, uno dei protagonisti del Triplete del 2010, quel Francesco Toldo che ha fatto parte della rosa di quell’anno a disposizione di Mourinho, facendo da chioccia al portiere titolare Julio Cesar. Dopo Gigi Simoni, il mister gentiluomo che fece vincere all'Inter la prima Coppa Uefa dell'era Moratti, e Checco Moriero, quindi, sbarca ad Atessa un personaggio caro ai tifosi oggi presente nell'organigramma nerazzurro dopo aver difeso la porta dell'Inter dal 2001 al 2010.
«Torno in Abruzzo con grande piacere», ha detto Francesco Toldo, «è una terra alla quale sono legato affettivamente per via degli ultimi eventi sismici, sono stato con il mio campus anche all’Aquila». Nonostante il passo falso di Bergamo è un buon momento per la squadra di Spalletti. «Stare nelle primissime posizioni deve tornare a essere la normalità», ha aggiunto, «abbiamo vissuto dei cambi di proprietà, ma ora è stata intrapresa la strada giusta. Lo vedi dalla serietà e dall’entusiasmo con cui si lavora dappertutto, anche in sede a partire dal presidente Zhang».
Con Toldo ospiti della serata ad Atessa Ettore Brambilla, del centro di coordinamento Inter, e Alfredo Amante, Carlo Zappacosta e Manola Annecchione del coordinamento regionale dell'Abruzzo. Alla cena sociale parteciperanno alcuni rappresentanti dei club più importanti della regione: il club di Teramo del presidente Luigi Di Eusebio, Roccaspinalveti (Mirko Trofino), Casoli (Antonio Di Florio) e Lettomanoppello (Tino Di Pietrantonio). Inoltre, durante la serata – organizzata da Enzo Rotolo, Massimo Giuliani e Rodolfo Finoli - saranno raccolti fondi a favore della fondazione Onlus “Città della Speranza”.
Francesco Toldo, 46 anni, originario di Padova, ma stabilitosi a Milano, è stato vicecampione d’Europa con la nazionale nel 2000. Considerato uno dei migliori portieri della sua generazione, a livello di club ha conquistato 5 scudetti, 5 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane e una Champions League, nel 2010. Al suo attivo anche la vittoria di un campionato italiano di serie C1 con il Ravenna e uno di serie B con la Fiorentina. Dopo aver vinto l’Europeo 1994 con l’Italia under 21, è entrato nel giro della nazionale maggiore, con cui ha preso parte a due Mondiali (Francia 1998 e Corea del Sud-Giappone 2002) e tre Europei (Inghilterra 1996, Belgio-Paesi Bassi 2000 e Portogallo 2004), totalizzando 28 presenze. Ha lasciato il calcio a 38 anni dopo la notte di Madrid, della Champions vinta in finale contro il Bayern. «E’ stata una stagione particolare», ricorda, «caratterizzata dalla grande concentrazione durante tutti i periodi più delicati. E poi non dimenticherò mai l’affetto dei compagni dopo la notte di Madrid, si sapeva che le strade si sarebbero divise e mi hanno fatto sentire il trofeo ancora più mio, nonostante avessi giocato poco o niente». E oggi? «Seguo i ragazzi dalla tribuna e vedo che la ristrutturazione portata avanti nelle ultime stagioni sta dando i suoi frutti. Vedo che l’Inter sta tornando protagonista come merita e come vogliono la storia e la tradizione». Icardi da solo in attacco o in tandem con il connazionale Lautaro Martinez? «Io giocherei sempre con due punte. Ma ai tifosi dell’Inter poco importa. Conta che segnino: da soli o in coppia non fa differenza».
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