Torna Pesoli in difesa «Per me sarà come un derby»

«Io sono di Anagni e i miei amici tifano Frosinone» Tutto esaurito nel settore ospiti: arriveranno mille tifosi
PESCARA. Riuscirà il Pescara a riprendersi l’Adriatico? Lo sapremo domani pomeriggio al termine della sfida contro il Frosinone. Le premesse non sono incoraggianti per due motivi: uno di carattere tecnico, un altro ambientale. Innanzitutto Marco Baroni è alle prese con una lista di defezioni abbastanza lunga e non sarà semplice mettere in campo una formazione equilibrata. In particolare, a centrocampo la situazione è complicata a causa delle assenze di quattro potenziali titolari: Lazzari, squalificato, Nielsen, infortunato, Memushaj e Bjarnason, impegnati con le rispettive nazionali. Così il tecnico sarà quasi costretto a spostare un difensore, Zuparic, sulla linea mediana (a meno che non intenda dare spazio al baby Torreira, comunque provato in settimana) accanto ad Appelt, con Politano e Zampano sulle fasce. Non si tratta un nuovo ruolo per il 23enne croato che l’anno scorso Pasquale Marino, in condizioni simili di emergenza, lanciò proprio in quella posizione. Una mossa che fece le sue fortune nel periodo d’oro, quello delle otto vittorie e due pareggi. Una partita ricordata soprattutto per il famoso abbraccio (ispirato da Maniero) di tutta la squadra al tecnico che grazie a quell’exploit salvò la sua panchina. Una circostanza analoga alla trasferta di Brescia dove i biancazzurri (di nuovo coinvolti da Maniero) hanno mostrato il loro attaccamento a Baroni. Insomma, la coesione interna allo spogliatoio è stata documentata, mentre ora serve il passo successivo, cioè trovare la continuità di risultati necessaria per scalare la classifica. C’è bisogno dell’apporto di tutti, dai giovani agli “anziani”. A proposito dei più esperti, sembra essere arrivato il momento del rilancio in difesa di Emanuele Pesoli al fianco di Salamon con Pucino e Grillo sulle corsie laterali. Il 34enne non è titolare da oltre un mese e mezzo (Catania-Pescara dello scorso 28 settembre) e da allora è sceso in campo solo nei 9 minuti finali della trasferta di Brescia. Se dovesse giocare, per lui sarà un rientro speciale. Pesoli, infatti, è nato a meno di trenta chilometri di distanza da Frosinone. «Sono di Anagni», afferma l’ex Cittadella, «i miei amici storici seguono il Frosinone, per me sarà un po' come respirare aria di casa, anche se non ho mai vestito la casacca giallo-azzurra. In ogni caso, questa deve essere la gara che ci farà cambiare rotta dopo il risultato positivo di Brescia. Credo che abbiamo preso consapevolezza di quello che possiamo dare in campo e come gruppo: vogliamo vincere e l'Adriatico deve diventare il nostro fortino». La chiosa di Pesoli introduce il secondo motivo per il quale i presupposti non sono rassicuranti. Lo protesta-bis annunciata dai tifosi rischia di consegnare lo stadio, almeno inizialmente, ai tifosi ospiti. I sostenitori biancazzurri, infatti, entreranno in curva con 15 minuti di ritardo e soltanto dopo il primo quarto d’ora inizieranno a cantare rimanendo però sempre in un clima di contestazione. Dall’altra parte, invece, i ciociari arriveranno sull’onda di un entusiasmo che ha prodotto l’esaurimento dei tagliandi del settore ospiti e la richiesta di biglietti ulteriori di Tribuna Majella per un totale di circa mille presenze.
Giovanni Tontodonati
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