Torna Pioli: «Milan, mi sei mancato»

I rossoneri (ore 18,55) devono battere il Celtic per la qualificazione
MILANO. A casa Stefano Pioli ha sofferto più che in panchina. Non tanto per i sintomi del coronavirus, «fortunatamente lievi», ma perché gestire una squadra di calcio da remoto non è facile, anche se viaggia sulle ali dell'entusiasmo come il suo Milan, capolista in campionato e vicino alla qualificazione ai sedicesimi di Europa League. «Lo smart working non funziona, ho lavorato molto più da casa che in campo… Ora sono contento, avevo bisogno di vedere i giocatori, una cosa è vederli dall'alto e un'altra è dal campo», ha sorriso l'allenatore, tornato a Milanello in tempo per la vigilia della sfida contro il Celtic Glasgow (oggi ore 18,55 al Meazza) dopo «18 lunghi giorni» in cui ha cercato di colmare la distanza con videochiamate, collegamenti zoom e allenamenti in diretta ripresi da un drone. «Guardando le partite alla tv, con la visuale dall'alto, capisco chi critica», ha ammesso. «In tv sembra tutto più facile, fai fatica a sopportare certi errori». La notizia del tampone negativo, per lui e il vice Giacomo Murelli, gli è arrivata martedì sera. «Poi ho fatto fatica a prendere sonno», ha raccontato. «Mi sono mancati molto il quotidiano, il contatto con la squadra e lo staff», che tra l'altro era quasi tutto in isolamento, a parte Daniele Bonera, per tre partite andato in panchina. Il Milan battendo il Celtic, stasera, sarebbe qualificato, in caso di sconfitta dello Sparta Praga con il Lilla. Niente Ibrahimovic, ovviamente. Forse, non ci sarà nemmeno domenica con la Sampdoria.
Roma. Alle ore 21 i giallorossi, già qualificati, affronteranno gli svizzeri dello Young Boys con lo scopo di vincere per assicurarsi il primo posto nel girone. Fonseca dovrebbe schierare Pau Lopez tra i pali e la difesa formata da Fazio, Cristante e Jesus. A centrocampo spazio a Bruno Peres e Calafiori sugli esterni con Diawara e Villar in mezzo, mentre sulla trequarti Carles Perez è l'unico sicuro del posto. Poi ballottaggio tra Pedro e Pellegrini con il primo in vantaggio. In attacco Borja Mayoral dal primo minuto.
Napoli. «Siamo consapevoli che non sarà facile. L'Az Alkmaar è una squadra ben organizzata con giocatori giovani e interessanti. Per vincere abbiamo bisogno di un grande Napoli». Questo il pensiero di Gattuso alla vigilia della partita (ore 21) in Olanda. Il tecnico del Napoli ha poi pungolato Lorenzo Insigne: «Mi aspetto ancora di più, è il capitano, voglio vederlo con meno muso, non è più un 23enne, deve fare quel salto di qualità quando gli rompo le scatole tutti i giorni. È musone, lui lo sa, ha ancora tanti anni e deve migliorare quest'aspetto».

