TORNEO SENZA PADRONI SARÀ COSÌ PER UN PO’

Provare a individuare un padrone, in serie B, è esercizio pericoloso e pure inutile: il rischio di fare una brutta figura è molto alto. Lo è a gennaio, lo può diventare addirittura in primavera,...
Provare a individuare un padrone,
in serie B, è esercizio pericoloso e pure inutile: il rischio di fare una brutta
figura è molto alto. Lo è a gennaio, lo può diventare addirittura in primavera,
figuriamoci dopo la prima giornata di campionato. Nello scorso torneo, tanto
per non andare troppo lontano, l’Empoli
la sua impronta dominante seppe darla solo
da Natale in poi, solo dopo il cambio di allenatore, passando dai guizzi
altalenanti della gestione di Vincenzo Vivarini all’eccellenza assoluta di quella di Aurelio Andreazzoli, con la sua pioggia di gol e di record.
La prima giornata in B, soprattutto in B (campionato che nel suo Dna ha l’essere mutevole come nessun altro) non può
che essere un mega cantiere con i lavori
in corso e gli inevitabili ingorghi.
Squadre ribaltate dal mercato,
squadre in attesa che scocchi la scintilla dell’alchimia, squadre che studiano.
E allora non sorprenda che, neanche
tra le grandi favorite di questo torneo, nessuna abbia davvero fatto sfracelli.
Ha cominciato il Brescia venerdì, annullandosi con il Perugia. Il Verona aveva subito un derby e i derby sono sempre ossi duri, specie se dall’altra parte c’è uno come Pierpaolo Bisoli. Il Palermo ha dovuto guardare negli occhi i 14mila dell’Arechi
e le ambizioni della Salernitana e lo 0-0
della fine è stato piccolo piccolo.
Il Crotone di Giovanni Stroppa ha incrociato la robustezza del Cittadella (scommettiamo che anche quest’anno Roberto Venturato
lo saprà pilotare lontano?). Hanno finito per fare un figurone il Venezia e, soprattutto, il Foggia che però deve scalare la montagna ripida del -8. Il neo promosso Cosenza, invece, ha subìto la rimonta dell’Ascoli al 95’.
Stasera tocca al Benevento, nel posticipo contro l’entusiasmo del Lecce del grande
ex Lucioni. Cristian Bucchi parte con la squadra sulla carta più forte, con tutti i fari puntati addosso e già con la voglia di avere una risposta dal campionato: “i padroni siamo noi?”.
Chissà. Forse. E’ solo la prima.
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