«Tornerete a divertirvi, Zeman è un maestro»

Gli ex biancazzurri promossi in A raccontano il boemo. Anania: «La scelta migliore Fiorillo crescerà». Cascione è sicuro: «Ti distrugge, ma giochi con la mente libera»
PESCARA. «La società non poteva fare una scelta migliore». Alcuni protagonisti della promozione in A del Pescara di Zeman nel 2012 accolgono con entusiasmo il ritorno del boemo. Forse la mossa è tardiva, ma l'ingaggio del 69enne tecnico di Praga annuncia la volontà di ripartire con forti ambizioni. Comincia Luca Anania, portiere del Pescara 2011-12, che alle dipendenze di Zeman ha vissuto la migliore annata della sua carriera. «È una bellissima notizia per i tifosi biancazzurri e per tutti gli appassionati di calcio», afferma Anania, che l'anno scorso ha iniziato il suo percorso di allenatore a Vigevano, «Zeman può dare ancora molto. Il campionato è compromesso, però il suo sì non mi ha sorpreso. Lui allena per pura passione con l'obiettivo di far divertire la gente». Zeman deve scegliere tra Fiorillo e Bizzarri ed entrambi non sembrano congeniali al suo tipo di calcio. «Bizzarri ha grande esperienza, ma non credo che resterà nella prossima stagione. Fiorillo con un po' di tempo potrà imparare e mettere in pratica ciò che chiede il boemo». Nei primi tre allenamenti in campo non è volata una mosca. «È comprensibile. Forse, quando hanno saputo dell'arrivo di Zeman, si saranno detti: "Cavolo, ora bisognerà sudare". Battute a parte, si sa che con Zeman si fatica molto, però poi i risultati si vedono. Se fossi un presidente di un club di A l'anno prossimo pagherei il Pescara per accogliere un giovane di mia proprietà». Nel torneo di B 2011-12 Emmanuel Cascione fece 6 gol. Quando ha saputo del ritorno di Zeman, l'ex capitano biancazzurro, che si è appena operato ai legamenti del ginocchio, non ha trattenuto l'emozione. «Quasi quasi mi scappava una lacrimuccia», racconta Cascione, «ho ripensato alla stagione indimenticabile vissuta con lui. Ora servirebbe un miracolo per restare in A, però si potrà programmare il futuro con più calma». Il centrocampista del Cesena anticipa l'atteggiamento delle prossime gare. «Tutti all'attacco! E i ragazzi giocheranno con la mente libera. Mi auguro che lo seguano subito, anche se posso comprendere chi è un po' intimorito: il boemo ti distrugge!». L'ex terzino del Pescara, Antonio Bocchetti, ora coordinatore dell'area tecnica della Paganese, non si aspettava la firma. «Sono rimasto sorpreso», dice Bocchetti, «ma è la scelta giusta. Zeman potrà lanciare tanti giovani forti che giocano nel Pescara. La retrocessione è quasi certa, però in questi tre mesi i calciatori saranno affascinati dai suoi metodi di allenamento. Zeman è unico». Forse l'avvicendamento in panchina andava fatto qualche settimana fa. «Oddo ha svolto un buon lavoro e le colpe del cattivo rendimento non sono sue. Purtroppo nel calcio, quando i risultati sono negativi, paga sempre l'allenatore». Infine, la reazione di Romulo Togni, che ora milita nel Cuneo in serie D. «Non sono meravigliato dal ritorno di Zeman», spiega l'ex pescarese, «il boemo ama il suo lavoro, fosse per lui andrebbe in panchina per altri venti anni. Evidentemente ha capito che ci sono i presupposti per creare un progetto ambizioso. Mi dispiace per Oddo che ha mostrato grandi capacità, ma ha pagato a caro prezzo una lunga serie di errori individuali». Il 34enne brasiliano racconta il rapporto tra il tecnico e il gruppo. «Zeman detta le regole col silenzio. Noi impiegammo poco a capire quando si poteva scherzare e quando bisognava solo sudare. E i suoi metodi di lavoro sono tremendamente faticosi».
Giovanni Tontodonati
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