Torrese, cooperativa del gol: 17 giocatori a segno

24 Gennaio 2020

La squadra giallorossa conta il maggior numero di marcatori, poi ci sono Castelnuovo e Lanciano

LANCIANO . Magari sarà solo una coincidenza, fatto sta che le tre squadre di Eccellenza che hanno sin qui mandato in gol più giocatori occupano, ad oggi, le posizioni di vertice della classifica. Unica eccezione l'Alba Adriatica (terza), che a referto ha portato 11 tesserati, contro i 13 della capolista Castelnuovo e del Lanciano (secondo), ed i 17 della Torrese, quarta in vetta a questa particolare graduatoria. Indice della grande duttilità tattica di formazioni che, non a caso, vantano gli attacchi più prolifici. «Da sempre», sottolinea il tecnico del Castelnuovo Guido Di Fabio, «il mio sistema di gioco prevede che tutti partecipino alla fase offensiva. In particolare i terzini, che spesso si ritrovano davanti alla porta. Ad essi chiedo di fare tutta la fascia, senza le classiche sovrapposizioni, e la cosa pare dare i suoi frutti». Andando per reparti, dei 52 gol neroverdi, 6 arrivano dalla difesa e solo 5 dal centrocampo: reparto, quest'ultimo, nel quale hanno segnato solo Emilii e Di Remigio. «Col 4-2-3-1 di quest'anno», spiega Di Fabio, «i centrocampisti sono un po' più statici, ma egualmente preziosi, così come utilissimo è il lavoro delle prime punte, a favore degli attaccanti esterni che, non a caso, sono i più prolifici».
Pure il Lanciano, come detto, è andato in gol con 13 giocatori, ma qui la redistribuzione delle reti è un po' diversa, e vede in Miccichè, a segno 18 volte, il suo marcatore più assiduo, seguito a quota 7, dal centravanti Gragnoli. Va detto però che all'appello manca il lungodegente Verna, fermo da tempo a 4 reti, così come non è una novità, stando al rendimento delle ultime stagioni, la prolificità del difensore centrale Natalini. Che, come Quintiliani, ne ha sin qui realizzate 3. «Anche se Stefano», tiene a precisare l'allenatore rossonero Peppino Di Pasquale, «ha segnato tanto, la mia è una squadra abituata ad attaccare a pieno organico, avendo una precisa organizzazione di gioco che prevede ciò. E la logica conseguenza di un simile atteggiamento in campo è appunto l'attuale prolificità, alla quale contribuiscono tutti, nessuno escluso». Numeri alla mano, però, la vera “cooperativa del gol” è quella della Torrese. Paradossalmente l'unica, delle tre formazioni, a non essere partita con quella precisa idea di gioco. «Vero», conferma il suo allenatore Remigio Cristofari, «essendo essa il frutto di una situazione contingente. Quest'anno infatti, non avendo più in organico una punta con le caratteristiche di Maio, ho dovuto fare di necessità virtù, optando per un attacco più leggero e di movimento. Infatti siamo soliti giocare con un 3-5-2 che prevede il costante inserimento in zona gol delle mezzali, a supporto di attaccanti un po' atipici quali Criscolo e Di Benedetto». All'appello, da qualche giorno, manca il centravanti Ranieri, che ha lasciato il gruppo, tornando in Puglia per motivi famigliari. «Cercheremo di ovviare alla sua partenza», conclude Cristofari, «con i gol dei vari Fuschi (ancora a digiuno, ndc), De Cesaris e Puglia, entrambi reduci da lunghi periodi di assenza ed ora pronti a fare la loro parte, come sempre».
Stefano De Cristofaro
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