Tortu di bronzo nei 200, Sabbatini nona

Europei atletica, l’azzurro è 3°. Italia sul podio nei 3000 siepi, Jacobs si fa male
MONACO DI BAVIERA. Marcell Jacobs si ferma di nuovo per infortunio e nella staffetta veloce l'Italia è beffata con l'ausilio della Var. Filippo Tortu conquista la medaglia di bronzo nei 200 metri e riporta l'Italia sul podio in questa specialità agli Europei 44 anni dopo l'oro di Pietro Mennea. A Monaco l'azzurro corre in 20”27, preceduto solo dai britannici Zharnel Hughes e Nethaneel Mitchell-Blake. Azzurri sul podio anche nei 3mila siepi con l'argento di Ahmed Abdelwahed, e la medaglia di bronzo di Osama Zoghlami. Tortu a caldo non nasconde una certa delusione: «Volevo l'oro, questo bronzo mi sta stretto». Succede di tutto agli Europei di Monaco, compresa un'inedita gara in solitario della Turchia che su decisione dei giudici, anzi del video referee, le consente di ripetere da sola in pista la propria prestazione.
A conti fatti, con o senza Jacobs - il cui infortunio è ancora da definire e la cui presenza in finale sarebbe stata ancora in forse - niente finale 4x100 per gli azzurri, che pure si erano conquistati a fatica un posto da i migliori 8.
La teramana Gaia Sabbatini ci ha provato a rimanere nel vivo della finale dei 1500, per cercare di inserirsi nelle prime posizioni. Ma si è dovuta accontentare della nona posizione finale con il tempo di 4’06”04 in una gara dall’andamento tattico, vinta dalla favorita britannica Laura Muir con 4’01”08, seconda l’irlandese Ciara Mageean 4’02”56, terza la polacca Sofia Ennaoui 4’03”59. A 150 metri dal traguardo l’atleta teramana sembrava poter ambire alla quarta posizione, ma ha ceduto in modo marcato negli ultimi metri. Si è fatta sentire una condizione non ottimale rispetto alla passata stagione e all’inizio dell’attuale, dove aveva corso in 4’01”93. «Mi ritengo comunque soddisfatta, perché ci ho provato dall’inizio a rimanere attaccata alle prime», ha detto Gaia Sabbatini subito dopo la gara. «C'è anche un pizzico di delusione, ma ho dimostrato di poter essere con le migliori. Era il mio primo campionato europeo assoluto, affrontato da campionessa under 23. Mi sono mancati gli ultimi 120 metri, perché sarei potuta arrivare altrimenti quinta o sesta. Quest’anno ho avuto due infortuni che hanno condizionato il mio rendimento»(c.s. - r.r.)

