Tour de force alle porte, sabato con la Samb ci sarà il primo round

27 Marzo 2017

MANTOVA. L'ennesimo silenzio stampa di una stagione che ha visto poche volte la società biancorossa abruzzese cimentarsi con microfoni e taccuini. D'altronde bisognava aspettarselo visto e...

MANTOVA. L'ennesimo silenzio stampa di una stagione che ha visto poche volte la società biancorossa abruzzese cimentarsi con microfoni e taccuini. D'altronde bisognava aspettarselo visto e considerato che nemmeno dopo un roboante 6-0 al Gubbio arrivò, non più tardi di 7 giorni fa, nessun rappresentante dei diavoli rossi. Nonostante il punto in trasferta, quindi, non si affaccia nessuno, della comitiva teramana, in sala stampa. Non un dirigente, non l'allenatore e nemmeno i giocatori. Sfilano tutti verso il pullman che li riporta a casa senza nemmeno poter dire qualcosa. La consegna c'è già stata.

Qualche sorriso, qualche pacca sulla spalla, un saluto all'ex di turno Tonti che gioca in porta con il Mantova, poi ognuno per la sua strada. Il Teramo torna in Abruzzo con la diffusa convinzione che c'è ancora molto da fare in ottica play out. La squadra non è male, reagisce agli stimoli, i moribondi stanno da altre parti, ma sembra spuntata. A Mantova, nonostante qualche buona occasione, non riesce a graffiare ed è un peccato perché i diavoli rossi potevano sfruttare l'onda e continuare il trend positivo con una nuova vittoria.

Dalla prossima settima, invece, comincia un tour de force che metterà, nell'ordine, Sambenedettese, Ancona, Reggiana e Forlì nelle prossime quattro giornate. Un mese decisivo per il Teramo perché soltanto con quattro vittorie si potrà risalire la china abbandonando posizioni di classifica non consone al valore tecnico-tattico della squadra. Discorso a parte, infine, merita il modulo con cui il Teramo ha giocato a Mantova. I quattro difensori se la sono cavata, Caidi, anzi, è stato il migliore, Amadio ed Ilari hanno difeso benissimo, Spighi è stato un motorino inesauribile. Proprio l'ex spallino, poi, ha avuto sui piedi un paio di occasioni per segnare. Vero che mancava un po' di personale (soprattutto Petrella) ma sicuramente non può essere un mediano, sia pur validissimo, il protagonista assoluto di un primo tempo in fase offensivo. Servono più palloni per Carraro e Di Paolantonio, serve l'istinto del killer del primo e la lucidità offensiva del secondo, serve il "vecchio" Sansovini, un giocatore capace di metterla dentro alla prima occasione. Insomma serve un "altro" Teramo, una squadra che sappia il fatto suo e che riesca a vincere. Solo così potrà tirarsi fuori dalle sabbie mobili di una classifica assai amara.