Tour de France al via, ma c’è l’incognita Covid

29 Agosto 2020

Si parte da Nizza con incertezze legate al virus. Gli organizzatori: non sappiamo se arriveremo a Parigi

NIZZA. Questa volta la grande sfida in giallo non scatterà a poche settimane dall’inizio dell’estate e non si concluderà nel bel mezzo della stagione più calda, come avviene di solito. Il 107° Tour de France, la gara a tappe più importante della stagione ciclistica, sarebbe dovuta andare in scena fra il 27 giugno e il 19 luglio, in leggero anticipo rispetto al solito causa Olimpiade, invece il diffondersi della pandemia ha imposto all’Uci una radicale rimodulazione del calendario. La Grande Boucle, pertanto, scatterà solo oggi, da Nizza, e si concluderà il 20 settembre. Il Tour, nel calendario, ha preso il posto della Vuelta, che è stata posticipata di parecchio, e sarà senza pubblico, o almeno questo è il diktat degli organizzatori. L’elemento meteo è la prima novità assoluta di questo strano Tour de France, al quale non sono stati ammessi (dalla squadra d’appartenenza, la Ineos) i vincitori 2013, 2015, 2016, 2017 e 2018 Chris Froome e Geraint Thomas, per fare spazio all’astro nascente Egan Bernal, il colombiano che ha stravinto l’anno scorso e che lascia intravedere un futuro all’insegna della grandeur.
Al suo fianco il vincitore dell’ultimo Giro d’Italia, l’ecuadoriano Richard Carapaz, passato da alcuni mesi alla Ineos. Altro elemento da tenere in debita considerazione l’incertezza legata alla curva dei contagi da Covid-19. S’inerpicherà? Oppure tornerà a calare, lasciando spazio alla speranza? «Si proverà ad arrivare fino a Parigi, ma nessuno oggi può prevedere cosa succederà», le parole generale manager della Ineos, David Brailsford, che lascia col fiato sospeso gli appassionati. «È comunque importante, anche per tutto lo sport, che si parta domani (oggi per chi legge); tuttavia, se a un certo punto il rischio per i corridori e le squadre sarà elevato, è necessario tenerne conto con responsabilità. Molte misure sono state prese dagli organizzatori per ridurre al minimo i rischi». C’è chi parla anche di lotta fin da subito per la conquista della maglia gialla perché, se la corsa dovesse essere interrotta, la vittoria potrebbe essere assegnata a tavolino. «Il Tour dura tre settimane», spiega il dirigente Ineos, «non c’è fretta di prendere la maglia gialla. Siamo qui per un Tour normale: se cambieranno le cose, pazienza. Correremo come sempre». Il Col de la Lusette e Suc au May, nel Massiccio Centrale; il Col de la Hourcère, sui Pirenei; la cima del Col de la Loze, quindi il Grand Colombier, la Pyramide du Bugey, il Col de Peyresourde, il Cormet de Roselend, il Col des Saisies e Les Aravis, sono le salite da cerchiare in rosso. Nei 3.470 km di percorso disegnato dagli organizzatori dell’Aso ci sarà una sola crono individuale lunga 36 km, da Lure a La Planche des Belles Filles, nella penultima tappa. Ma, a quel punto, però, tutto potrebbe essere già stato deciso nella lotta al gradino più alto del podio di Parigi, ammesso che ci si arrivi.