Tour, Froome cade subito e l’Uci lo bacchetta

Il presidente della federazione internazionale sul britannico e il caso doping: «I ricchi si salvano sempre»
PARIGI. La prima tappa del 105° Tour de France, che è scattato ieri dalla Vandea, regala la prima affermazione di Fernando Gaviria, che s'impone allo sprint e indossa anche la maglia gialla, ma soprattutto un tourbillon di emozioni, miste a clamorosi rovesci, soprattutto nella parte finale della tappa di 201 km, da Noirmoutier en l'Ile a Fontenay le Comte. Trappole e colpi di scena, come sempre si conviene alle prime frazioni della Grande boucle e, a farne le spese, sono stati due big: il favorito della corsa, Chris Froome, che è letteralmente volato fuori strada in una curva, a circa 10 km della fine, dopo un contatto con un corridore della Katusha; e il Kondor colombiano Nairo Quintana, che ha forato ed è rimasto attardato, come il britannico Adam Yates e l'altro colombiano Egan Bernal. Froome ha chiuso con un ritardo di 51” da Gaviria e da tutti gli altri uomini di classifica, come Vincenzo Nibali, 11° e sempre attento a non perdere secondi preziosi; Quintana si è presentato sul traguardo a 1'15” dal vincitore. Per entrambi la corsa comincia in salita. L'eroe del giorno è il colombiano volante Gaviria, all'esordio nella corsa a tappe più importante, che è riuscito a bruciare sul traguardo il campione del mondo su strada Peter Sagan e il tedescone Marcel Kittel. Prima del via del Tour, David Lappartient, presidente Unione ciclistica internazionale, ha parlato del caso del Salbutamolo che ha coinvolto Froome alla Vuelta dell'anno scorso, ma assolto dalla Wada e riconvocato dai francesi. »Chi ha più soldi ha maggiori probabilità di cavarsela in determinate situazioni», le parole taglienti di Lappartient, che non ha usato perifrasi sulla vicenda. «Non penso di dire qualcosa di nuovo: i ricchi hanno la possibilità di affidarsi ai legali più bravi del mondo, quindi hanno maggiori possibilità di far valere le proprie ragioni». A Lappartient non sono andate giù le spese legali sostenute dall'Uci per tutta la vicenda Froome: «Ci è costata 255 mila franchi svizzeri, avrei preferito spenderli per cose più interessanti».
Oggi la seconda tappa, lunga 182,5 km da Mouilleron-Saint-Germain a La Roche-sur-Yon. Si tratta di una frazione sulla carta non molto impegnativa, alla vigilia della cronometro a squadre che dovrebbe dare il primo scossone alla classifica generale. Sembra quindi molto probabile un arrivo con gruppo compatto, con i velocisti pronti a darsi battaglia.

