Tour, Nibali resiste al forcing di Contador

13 Luglio 2014

Il siciliano risponde agli attacchi dello spagnolo nel primo arrivo in salita Il leader della corsa allunga il vantaggio sul secondo e stacca i migliori

Doveva e voleva provarci, Alberto Contador, ad attaccare Vincenzo Nibali nel primo assaggio di montagne al Tour de France. Lo ha fatto ma l'italiano maglia gialla ha risposto a dovere, tenendosi alla ruota dello spagnolo che aveva scatenato la sua squadra in salita nel tentativo di ridurre lo svantaggio e di intimidirlo.

La dura lotta tra i due probabili protagonisti di questa 101ª edizione della Grande Boucle si è svolta alle spalle di Blel Kadri, portacolori della AG2R che ha conquistato la prima vittoria francese in questo Tour, oltre alla maglia a pois di leader degli scalatori, sotto la pioggia sulle dure salite del finale della ottava tappa, la Tomblaine-Gerardmer La Mauselaine, di 161 km.

Nibali, alla fine terzo al traguardo a tre secondi da Contador, e quindi ancora in ampio vantaggio (2'34’’) su di lui in classifica generale, non ha mostrato alcun cedimento di fronte al lavorio ai fianchi degli uomini della Tinkoff, che negli ultimi 25 chilometri hanno guidato il gruppo senza sosta all'inseguimento di un gruppetto di fuggitivi, via via ripresi, a parte Kadri, nonostante avessero accumulato fino a 11 minuti di vantaggio. L'obiettivo vero era però Nibali, ma lui ha resistito e a soccombere, perdendo preziosi secondi in classifica, sono stati altri possibili contendenti, come il polacco Michal Kwiatkowski, che ha perso quasi un minuto e mezzo sul siciliano, e Alejandro Valverde, che a fatica è riuscito a cedere solo 15 secondi.

«Alberto (Contador, ndr) ha preso in mano la corsa nelle ultime due salite», ha spiegato Nibali al traguardo, «ma io stavo bene e ho cercato di controllare, senza grossi problemi. Nel finale, quasi sull'arrivo, ho sbagliato a inserire il rapporto e ho perso tre secondi, ma va bene così», ha aggiunto, «dopo una tappa complicata e sotto la pioggia».

L'italiano è tranquillo e pare conscio della sua forza, ma ha davanti due settimane di fuoco, con tappe insidiose già oggi e, soprattutto, domani. Anche se le Alpi e i Pirenei sono ancora lontani.

Intanto, è lui che veste la maglia gialla nel duecentesimo giorno di leadership di un italiano al Tour. Il primo fu Vincenzo Borgarello, al comando per una tappa nel 1912, il più affezionato è Ottavio Bottecchia, leader per 34 giorni.

Una curiosità: se Nibali arrivasse in giallo a Parigi, eguaglierebbe Felice Gimondi, che nel '65 fu in testa per 19 giorni. Oggi è in programma una frazione di 170 km, tra Gerardmer e Mulhouse, con sei Gpm, di cui uno di prima categoria, ma un arrivo in pianura che dovrebbe consentire di riassorbire eventuali vantaggi conquistati in salita.

Diretta tv. Ore 14 Eurosport, ore 15 Raitre.

Doping. È l’Unione Ciclistica Internazionale a fare luce sul ritiro improvviso di Denis Menchov, avvenuto nel maggio del 2013 nel pieno della stagione agonistica. L’Uci ha infatti reso noto che il corridore russo, vincitore in carriera di una Vuelta e di un Giro d’Italia, sta in realtà scontando una sospensione di due anni per anomalie nel suo passaporto biologico. La squalifica terminerà il 9 aprile 2015. Cancellati i risultati dal 2009 al 2012.