Tra campo e maturità: che estate per Vitturini

La prima prova al Liceo D’Annunzio, oggi si replica con lo scritto di greco. Poi l’Europeo Under 19
PESCARA. Dal campo ai banchi di scuola e viceversa. Non conosce tregua l'estate di Davide Vitturini, impegnato in questi giorni con la maturità classica, insieme ai suoi compagni del Liceo Classico “G. D'Annunzio” di Pescara. Messa in tasca la promozione in serie A con il Delfino, il 19enne terzino biancazzurro ha riposto con cura gli scarpini da calcio per concentrare tutte le sue attenzione sui libri di scuola. La prima prova è andata, nonostante il giovane maturando si aspettasse qualcosa di diverso dalla margherita delle alternative: «Le tracce non mi hanno entusiasmato», racconta Vitturini senza troppi giri di parole, «ho scelto quella su Umberto Eco perchè la domanda di approfondimento mi consentiva di spaziare un pochino di più rispetto al resto. Adesso vediamo come andranno le altre». Oggi infatti sarà la volta della versione di greco, poi lunedì la terza prova. Per l'orale bisognerà attendere il primo luglio, giorno in cui la lunga estate di Vitturini conoscerà un ulteriore capitolo, con la partenza per la Germania, dove dall'11 al 25 luglio si giocherà con l'Italia under 19 il campionato europeo di categoria. «Sarà un'altra esperienza da vivere tutta d'un fiato. Ci siamo conquistati la possibilità di prender parte a questa bella manifestazione e adesso andiamo lì per dire la nostra».
Al rientro ci sarebbe il ritiro con il Pescara ad attenderlo, ma lui spera di poter avere qualche giorno di relax prima di tornare al lavoro. «Vorrei farmi 5-6 giorni di vacanza con la mia fidanzata, anche per staccare la spina. Spero che la società me lo conceda». Riposo o no, Vitturini dovrà decidere cosa fare da grande. In campo e fuori. Palla al piede, la prospettiva è quella di giocare in A, un sogno fino a pochi mesi fa. «Indossare la maglia della mia città nella massima serie sarebbe fantastico. Con tutta onestà non so se sono pronto per un campionato così importante, io non mi sentivo pronto neanche per fare la serie B. Parleró con Oddo per capire quale potrà essere la soluzione migliore per la mia crescita». Umità e lavoro, caratteristiche che il terzino ripropone anche quando parla dell'uomo e non del calciatore. «Voglio continuare a studiare, forse mi iscriveró a giurisprudenza. La vita del giocatore è bellissima, ma non dura in eterno. È giusto che io pensi anche al dopo. Voglio prendere la laurea e provare a rimanere nell'ambiente».
Adriano De Stephanis
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