Tra l’entusiasmo popolare si afferma anche Tele Pecora
CELANO. Nella Marsica le emittenti private (radio e televisione) erano in auge già da oltre dieci anni e ovviamente veniva riservato ampio spazio alle cronache sportive in generale e a quelle del...
CELANO. Nella Marsica le emittenti private (radio e televisione) erano in auge già da oltre dieci anni e ovviamente veniva riservato ampio spazio alle cronache sportive in generale e a quelle del Celano in particolare. Ma ai tifosi biancazzurri, notoriamente sanguigni come pochi altri, il linguaggio più o meno forbito dei cronisti ufficiali, non bastava più. Quelli più accaniti pretendevano una terminologia più coinvolgente, in grado di incendiare ulteriormente una passione che cresceva settimana dopo settimana. Fu allora che il gestore dello storico bar Santucci, un certo Oreste Montagliani, appassionato di tecnologia, decise di mettersi in proprio e di registrare per intero le partite e riproporle la sera stessa della domenica agli avventori del suo bar. Fu un successo pressoché immediato, anche se i commenti del cronista ufficiale Raffaele Rosati venivano giudicati troppo professionali. Loro, i tifosi, volevano qualcosa di più coinvolgente e fu così che il buon Rosati venne scalzato dall’arrembante Gianni Castellucci, vero antesignano del più famoso Crudeli (tifoso milanista) e più di lui incavolato nero quando qualcosa andava storto al suo Celano. Inutile sottolineare che il commento era in parte in lingua italiana e in parte secondo l’idioma locale, infarcito di paroloni, parolacce e insulti nei confronti del direttore di gara, quando osava fischiare qualcosa contro i castellani. Il nome Tele Pecora, fu suggerito dal fatto che il gestore del bar dove venivano proiettati i filmati, in precedenza aveva fatto il pastore, e quindi l’omaggio sembrò quasi doveroso. Il successo delle telecronache di Gianni Castellucci riuscì addirittura a varcare i confini nazionali, perché le famose cassette VHS venivano spedite ai celanesi residenti in Canada e negli Usa, riscontrando un gradimento senza pari. (p.oli.)
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