Tra Zeman e il Pescara c’è anche il Cagliari

Il boemo piace molto al nuovo patron dei sardi Giulini, ma aspetta sempre le decisioni dell’assemblea dei soci del Bologna
PESCARA. Tutti vogliono Zdenek Zeman. Dopo il Pescara e il Bologna, nelle ultime ore è spuntato il Cagliari.
Il passaggio delle quote da Massimo Cellino a Tommaso Giulini lascia presagire che sia imminente un affondo degli isolani. La motivazione è semplice: il neo-patron stravede per il boemo, che avrebbe già incontrato cinque giorni fa a Roma. A questo punto, dopo la ratifica dell’acquisizione che dovrebbe essere effettuata giovedì prossimo, il Cagliari avrà la possibilità di inserirsi. Un’ipotesi tutt’altro che scontata, visto che lo zoccolo duro della squadra, capeggiato da Conti e Cossu, vorrebbe il ritorno in panchina di Diego Lopez. Uno scenario incerto che potrebbe cambiare, a patto che il Bologna (o il Pescara) non abbiano già portato a termine l’accordo.
Gli emiliani appaiono ancora in vantaggio, ma solo perché è in vigore l’accordo verbale tra Zeman e il presidente Albano Guaraldi. Ieri c’è stato un nuovo contatto tra il boemo e Filippo Fusco, che continua il suo lavoro di analisi del bilancio societario in attesa di essere nominato ds. Zeman ha fatto sapere che attenderà il 12 giugno, data in cui è prevista l’assemblea dei soci indetta da Guaraldi per la ricapitalizzazione di circa 6 milioni di euro. Gli attuali azionisti non hanno alcuna intenzione di effettuare i versamenti, quindi al massimo entreranno nelle casse i 3 milioni dello stesso Guaraldi che detiene il 52% della società. Insomma, il boemo sta temporeggiando e con lui anche il suo amico Fusco, in attesa di sposare il progetto bolognese. Un po’ di ossigeno potrebbe arrivare dalla risoluzione del contratto di Stefano Pioli e del suo staff, che scade tra un anno e grava sul bilancio per 2,9 milioni di euro.
Il Pescara continua a muoversi a fari spenti, cullando il sogno dello Zeman-bis. Domani sera, intanto, l’allenatore di Praga parteciperà al Memorial Zucchini allo stadio Adriatico. Dunque, i dirigenti biancazzurri avranno così l’opportunità di argomentare le loro intenzioni e porre le basi per la stretta di mano. La sensazione è che la scelta definitiva del nuovo tecnico non verrà comunicata prima della metà del mese. Questo perché, indipendentemente dagli umori di Zeman, bisognerà valutare con estrema lungimiranza gli altri profili. Al momento i candidati forti sono tre: Davide Nicola, Massimo Drago e Marco Baroni. Il primo, legato al Livorno fino al 2015, piace perché le sue squadre sono molto organizzate e praticano un calcio propositivo. Nicola non è affezionato a un solo sistema di gioco: ha iniziato la carriera a Lumezzane utilizzando il 4-2-3-1, ma a Livorno ha fatto spesso ricorso al 4-3-1-2, passando talvolta anche alla difesa a tre. Insomma, non è un integralista. «Preferisco valutare le caratteristiche di ogni calciatore», disse tempo fa, «per poi creare l’orchestra al completo». Infine, oltre ad avere tanto entusiasmo e un carattere gioviale, conosce bene la piazza pescarese per averci giocato in serie B nella stagione 1998-99.
Massimo Drago è un nome gettonato per la capacità di lavorare con i giovani dimostrata a Crotone, anche se la roboante eliminazione in casa (0-3) ai play off ad opera del Bari ha leggermente macchiato un campionato bellissimo. Infine, Marco Baroni che ieri ha salutato Lanciano. La sua bravura è un fatto.
Giovanni Tontodonati
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