Tracollo Milan, crisi Gattuso

Crollo senza appello. Il tecnico: «Che figuraccia, non riusciamo a reagire»
VERONA. Sprofonda il Milan a Verona. Un crollo senza appelli per la squadra di Gattuso, lontana parente anche di quella della gestione Montella, che sempre al Bentegodi, ma contro il Chievo, aveva marcato un poker. La sconfitta per 3-0 subita dagli uomini di Pecchia - sin qui la seconda peggiore in campionato per gol subiti - pesa sul rilancio delle ambizioni dei rossoneri, e quindi anche sugli scenari futuri del Diavolo, non ultimo quello finanziario. Contro l'Atalanta, poi, Gattuso non avrà gli squalificati Romagnoli e Suso, quest'ultimo autore di una bella partita, macchiata da una sciocchezza finale. Un'involuzione seria quella del Milan, che solo 5 giorni fa proprio con il Verona in Coppa Italia aveva ottenuto un 3-0 che forse aveva illuso. Gattuso non minimizza il tracollo: «Abbiamo fatto una figuraccia. Per 25 minuti abbiamo creato tantissimo, poi abbiamo pagato il primo episodio a loro favorevole. Il secondo gol ci ha tagliato le gambe. Sono dell'idea che sino al raddoppio del Verona la squadra abbia fatto una buona partita, anzi meritavamo noi di passare in vantaggio. E poi, come capita spesso, siamo crollati dopo la prima difficoltà». E proprio questa incapacità di reagire, una volta sotto nel punteggio, sembra essere il nervo più scoperto. «Non riusciamo a reagire o se reagiamo diamo la sensazione di essere confusionari e arruffoni. E questa cosa non mi piace. La figuraccia resta, ora bisogna guardare avanti. Resta il fatto che nel primo tempo abbiamo fatto 12 tiri in porta contro 2 e davamo la sensazione di essere pericolosi. Poi alla fine il Verona non ha rubato nulla. Ma questa gara ha evidenziato le nostre fragilità. Penso che non sia una questione di carattere, ma bisogna distribuirlo bene. Dobbiamo fare scelte di squadra, invece sembra che ognuno faccia le scelte con la sua testa».
Gattuso non crede però che il Milan peggiore della stagione abbia a che vedere con il caso Donnarumma e le difficoltà per il club arrivate dal no della Uefa. »Sarebbe più facile dire sì, ma non è vero. I giocatori percepiscono lo stipendio ogni mese, la società è molto presente e molto brava e nello spogliatoio le problematiche non le tocchiamo con mano. Dobbiamo solo pensare a giocare meglio».
Il ds Massimiliano Mirabelli: «Siamo mortificati del risultato, verso i tifosi, verso chi ci sta sostenendo veramente in modo importante. Devo dire, però, che ho visto la squadra che ha dominato per gran parte di questa gara. Sappiamo le difficoltà che ci possono essere dopo aver cambiato. Con Gattuso stiamo facendo un tipo di lavoro che ci farà arrivare alla fine. Diamo il tempo alla squadra nuova che si assesti, poi tireremo le somme». Su Donnarumma: «Gigio non vuole andare via, speriamo di continuare tutti con questo gruppo. Non vogliamo altri inserimenti o cessioni. Raiola? Gli rispondo con un sorriso. I conti li facciamo alla fine».

