«Tranquilli tornerò presto con un grande»
APELDOORN. “Il Principe” non ci sarà. Almeno in ammiraglia a guidare i suoi leoni, sempre in cerca di una fuga o di un’impresa. Perché Gianni Savio, il direttore sportivo decano in carovana,...
APELDOORN. “Il Principe” non ci sarà. Almeno in ammiraglia a guidare i suoi leoni, sempre in cerca di una fuga o di un’impresa. Perché Gianni Savio, il direttore sportivo decano in carovana, scopritore di talenti in Sudamerica, quest’anno resta ai box. La sua squadra, l’Androni-Sidermec, a gennaio non ha avuto la wild card per partecipare al Giro, colpa soprattutto di quei due casi di doping (Taborre e Apollonio) dell’agosto scorso.
È vero?
«Sì, ma abbiamo la coscienza più che a posto. Abbiamo subito citato per danni i corridori, ma certo la scelta dell’organizzazione di escluderci deriva da quello».
Come farà senza corsa rosa?
«Beh, intanto la Rai mi ha invitato come ospite fisso di Giro mattina, avrò il compito di “prevedere” la tappa».
Eppure il suo team ha sempre dato spettacolo...
«È vero, a partire da Leonardo Sierra. Ricordate la vittoria del venezuelano nel 1990, con tanto di discesa del Mortirolo da brividi? Poi ecco tutte le nostre vittorie: Ghirotto, Ferrigato, Parra, Rujano, Bertolini, Bertagnolli, Scarponi, Rubiano e Ferrari».
Negli ultimi due anni ha avuto tremila difficoltà...
«Nel 2014 il Venezuela, nostro secondo sponsor, si tirò indietro facendoci mancare 450mila euro, un quarto del nostro budget. Ho così dovuto fare i miracoli, grazie all’Androni e alla Sidermec, per pagare corridori e debiti, ma comunque abbiamo sempre dato battaglia. Marco Bandiera è pur finito sul podio al Giro per i traguardi intermedi».
Ritornerà al Giro d’Italia?
«Certo: ho per le mani un talento, uno scalatore colombiano fortissimo: Egan Bernal. Dovranno invitarci per forza». (a. s.)
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