Trappole e agguati: ecco come è nata la rivalità con i laziali

3 Febbraio 2017

Dall’ottobre del 1977 a oggi: 40 anni di antagonismo acuiti dall’amicizia tra biancazzurri e giallorossi

PESCARA. Dalla ricorrenza del gemellaggio con i vicentini alla tensione per la gara contro la Lazio. Nel 1977 nasce l'amicizia con i supporter veneti, celebrata mercoledì sera dalla curva Nord, ma anche dalla società che ha mandato in campo la squadra con la maglia biancorossa, quella del Vicenza per l’appunto. E sempre 40 anni fa, precisamente in un pomeriggio del 30 ottobre del 1977, è scoppiata la rivalità tra pescaresi e laziali. Allo stadio Olimpico si è verificato un episodio spiacevole che ha portato i tifosi biancazzurri a odiare (calcisticamente parlando) i capitolini. Il Pescara, al debutto in serie A, ha affrontato la Lazio presentandosi all'Olimpico con migliaia di tifosi al seguito. Prima del fischio d'inizio, un gruppo ha chiesto informazioni per accedere allo stadio ricevendo indicazioni errate. Sembra che i sostenitori venuti dall'Abruzzo siano stati volutamente indirizzati sotto la curva della Lazio, dove furono aggrediti e derubati di sciarpe, bandiere e tamburi. A fine gara altri scontri e violente sassaiole all'esterno dello stadio. È stata la miccia che ha prodotto l'avversione nei confronti dei laziali, rimasta immutata a distanza di quattro decenni, nonostante le sfide tra le due compagini siano state davvero poche (circa venti). Nel match di ritorno all'Adriatico, vinto 1-0 dal Delfino, prima, durante e dopo la partita si è scatenata la "caccia al laziale", con ripetuti agguati nei confronti dei tifosi venuti dalla Capitale. Le vie adiacenti all'Adriatico sono state tappezzate di manichini vestiti con la maglia biancoceleste, che pendono come impiccati dai fili della luce. Da quella stagione ogni occasione è stata propizia per provocare tafferugli. Negli anni successivi è nata anche un'amicizia tra pescaresi e romanisti, una sorta di alleanza contro il "nemico comune". Addirittura, si racconta che a Pescara trova rifugio per un periodo Giovanni Fiorillo, detto Tzigano, l'ultrà della Roma che il 28 ottobre del 1979 in un derby lancia dalla curva Sud il razzo che uccide Vincenzo Paparelli, tifoso laziale presente in curva Nord. Dopo quattordici mesi di latitanza, Fiorillo si costituisce e in seguito viene condannato per omicidio preterintenzionale a sei anni e dieci mesi di carcere. L'auspicio è che domenica pomeriggio tutto possa filare liscio sul fronte dell'ordine pubblico. Ai laziali verrà riservata l'intera curva Sud proprio per limitare il rischio di incidenti. L'ultima volta all'Adriatico vinse la Lazio 3-0 (7 ottobre 2012). Poche ore prima del fischio d'inizio i Rangers chiamarono a raccolta il pubblico con un comunicato. "Un evento atteso da vent'anni dal popolo pescarese. Finalmente ci siamo, i nostri ragazzi devono capire quanto sia importante per noi... invitiamo tutti i tifosi biancazzurri a seguirci al campo di allenamento per sostenerli come se la partita fosse già iniziata". Si presentarono in duemila alla rifinitura, ma il Pescara perse 3-0. Per fortuna, grazie ad un massiccio dispiegamento di forze dell'ordine, non ci furono grandi problemi. La speranza è che sia così anche stavolta.

L’arbitro. E’ Piero Giacomelli, di Trieste, l’arbitro designato per il match di domenica contro la Lazio. Il fischietto friulano sarà coadiuvato dagli assistenti Mauro Vivenzi di Brescia e Luca Mondin di Treviso insieme ai giudici di linea Fabio Maresca di Napoli e Davide Ghersini di Genova, quarto uomo Alessio Tolfo di Pordenone. Giacomelli è l’arbitro di Fiorentina-Pescara 0-2 del 6 gennaio 2013, giorno dell’ultimo successo in serie A dei biancazzurri. Giacomelli ha diretto anche Pescara-Napoli 2-2 all’andata.

Giovanni Tontodonati

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