Travaglia conquista Francavilla

29 Aprile 2019

All’Atp Challenger il 27enne ascolano supera in finale il tedesco Otte: «Che bello, qui è come giocare a casa»

FRANCAVILLA . È Stefano Travaglia il re degli Internazionali di tennis di Francavilla 2019. Il 27enne atleta di Ascoli Piceno corona una settimana da incorniciare superando in finale il tedesco Oscar Otte e conquistando per la prima volta in carriera il Challenger organizzato a Valle Anzuca.
Un lungo pomeriggio di sport e di passione ha fatto da sfondo al successo del ragazzo marchigiano, seguito sui gremitissimi spalti del circolo tennis da famiglia, amici e parenti. Per alzare le braccia al cielo ha avuto bisogno di oltre due ore e mezza di gioco, tre estenuanti set e un ultimo game lunghissimo, dove con il servizio in pugno ha dovuto annullare ben sei palle break al suo avversario prima di infilare il colpo decisivo. Forse non se l’aspettava nemmeno lui un ultimo atto così avvincente e combattuto, specie dopo aver conquistato il primo set con il parziale di 6-3, capitalizzando al massimo l’unico servizio strappato al suo avversario. A quel punto infatti, forse anche Travaglia, così come gli oltre 1500 presenti, ha avuto l’impressione di poter fare un sol boccone del tedesco, specie quando è riuscito a salire 3-2 nel set successivo, strappando nuovamente la battuta a Otte. Sull’orlo del baratro però, la testa di serie numero tre del torneo ha trovato le energie per riemergere. L’unico servizio perso da Travaglia in tutta la sfida ha di fatto rimesso Otte in carreggiata, bravo a portare il parziale fino al tie break. Questo, senza ombra di dubbio, ha rappresentato il momento più basso della sfida per il nuovo numero 128 al mondo, che ha giocato il punto a punto decisivo cedendo immediatamente due mini break. Qui Otte ha costruito la vittoria del set, che ha mandato gli atleti a giocarsi la coppa nel terzo e decisivo parziale. Come già accaduto in occasione del quarto di finale con Gaio, nel momento di difficoltà Travaglia è stato bravo a rimettere a posto le idee, uscendo dallo spogliatoio con il giusto piglio. Dopo aver mantenuto il servizio nei primi cinque giochi, a fare la differenza è stato il break piazzato dal tennista marchigiano nel sesto, che l’ha portato sul 4-2. Quindi si è presentato al servizio per il match, in ultimo game che ha tenuto tutti con il fiato sospeso, tra palle match e palle break, sempre annullate.
Fino a quella decisiva, al terzo championship point, che Travaglia ha spedito lì dove Otte non ha potuto più nulla. Il suo urlo di gioia, sull’ovazione del pubblico, è servito solo a certificare il taglio del traguardo, accompagnato da uno sportivissimo abbraccio tra i due protagonisti di una finale da incorniciare.
«Sono davvero felicissimo per aver vinto questo torneo», commenta Travaglia a caldo. «Giocare a Francavilla per me è come giocare a casa. Oggi (ieri, per chi legge, ndc) c’era la mia famiglia, la mia ragazza, gli amici, i parenti. Non mancava davvero nessuno. Per questo voglio ringraziarli». Poi parla della sfida: «Ho giocato un buon tennis, perdendo solo una volta in servizio in tutta la partita. Mi sono innervosito nel tie break del secondo set. Lì sono rientrato nello spogliatoio, ho recuperato le energie necessarie e poi abbiamo visto tutti com’è andata».
Infine scherza sull’ultimo game: «Il record è di 10 palle break salvate, io mi sono fermato a sei», dice sorridendo. In precedenza, la coppia Molchanov/Zelenay aveva vinto la finale del torneo di doppio battendo in finale Duran/Vega 6-3 6-2. E con l’ultimo atto arriva anche il momento dei bilanci, fatti dal direttore del torneo Luca Del Federico: «È stata un’edizione positiva come le precedenti. Rispetto al passato abbiamo avuto due giorni di gara in meno, mantenendo le 16mila presenze dello scorso anno». Con la volontà di tornare a Francavilla anche nel 2020: «Ci proveremo. Non è facile perché questa è una data molto richiesta. La presenza del presidente della Regione Marco Marsilio e dell’assessore Guido Quintino Liris, oltre che di tutte l’amministrazione di Francavilla ci lasciano ben sperare. Da domani (oggi, per chi legge, ndc), inizieremo a lavorarci».
Adriano De Stephanis
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