Trentin bissa il successo di due anni fa

A Pescara il ciclista della Emirates stacca tutti nel tratto finale e arriva da solo al traguardo. Secondo Restrepo, terzo Ferron
PESCARA. Matteo Trentin conquista la 74ª edizione del Trofeo Matteotti. L'atleta portacolori della Uae Emirates, bissa il successo del 2019 staccando tutti nel finale e arrivando da solo al traguardo dopo una corsa nervosa e velocissima nella prima ora e mezza. Al secondo posto si è piazzato il colombiano della Bardiani Csf Restrepo Valencia, che ha avuto la meglio allo sprint sul francese Valentin Ferron della Totalenergies.
Dopo un anno di stop, i pescaresi sono tornati a popolare le strade di un Matteotti leggermente modificato nel percorso e definito ancora più difficile. Poco prima della partenza non poteva mancare il ricordo di Fabio Taborre, pescarese doc scomparso nei giorni scorsi per via di un male all'età di 36 anni. Sulle strade che lo videro protagonista nel 2012, quando centrò il terzo posto dietro a Pierpaolo De Negri e allo sloveno Marko Kump (ultimo piazzamento di un corridore abruzzese), sono stati tanti gli striscioni e le foto dell'ex corridore di Acqua & Sapone e Vini Fantini a far riaffiorare i ricordi dei suoi tifosi nel tratto di salita di Pescara Colli.
Famiglie, bambini ma soprattutto tanti tifosi sul percorso hanno condito una giornata perfetta dal punto di vista meteo, all'insegna del ciclismo e del buon cibo. Se Matteo Trentin è stato il protagonista assoluto su strada, a ruota gli arrosticini sono stati motivo di festa e convivialità tra tifosi e qualche addetto ai lavori. Non sono mancati i classici pit-stop nelle aree più importanti come quelle di Montesilvano Colle e nella zona dei Colli dove c'erano anche gli ex Danilo Di Luca e Ruggero Marzoli insieme al presidente Daniele Sebastiani, al direttore Stefano Giuliani, Maurizio Formichetti e Valentino Sciotti. Come in ogni corsa ciclistica che si rispetti, la caccia al gadget è stata tra le più avvincenti. Grandi e piccini tutti alla ricerca di un cimelio da portare a casa quasi come un trofeo. Le più gettonate sono state le borracce, in alcuni casi gentilmente cedute durante la gara dai corridori ai più piccoli, raggianti e festosi per la conquista del “bottino”.
I 195 km snodati sui 13 giri del circuito sono stati corsi a una media di 41,7 km/h, molto alta nei primi cinque quando una lunga serie di attacchi ha frazionato il gruppo in tronconi. La fuga principale ha visto protagonisti 12 uomini tra cui i primi tre classificati e tanti altri che hanno sorpreso il plotone principale, costringendo la Eolo Kometa e la Movistar a gestire l’inseguimento. Il gruppo lascia fare i fuggitivi fino al settimo giro, quando inizia a recuperare secondi e ad avvicinarsi alla testa della corsa. A quattro giri dal termine però le squadre in testa smettono di collaborare lasciando via libera ai fuggitivi che vedono Trentin infiammare la corsa con scatti ripetuti che frazionano il gruppo di testa. Solo in sei riescono a mantenere la sua ruota. Il gruppo cede e all'ultimo giro i sette fuggitivi sono al comando con un vantaggio di 1' 56'' sui primi inseguitori e circa 3' sul gruppo ormai condannato. L'azione da finisseur di Trentin sull'ultima salita è quella giusta, rimanendo da solo al comando fino all'arrivo e costringendo Restrepo e Ferron a contendersi gli ultimi due gradini del podio.
ORDINE D'ARRIVO. 1) Matteo Trentin 04:40:15; 2) Restrepo Valencia 00:21; 3) Valentin Ferron s.t.; 4) Davide Villella 00:51; 5) Matevz Govekar 00:55; 6) Samuele Battistella s.t.; 7) Samuele Zoccarato s.t.; 8) Samuele Rivi 02:59; 9) Mattia Bais s.t.; 10) Felix Engelhardt s.t.
Riccardo Di Persio
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