Trionfo Dovizioso: «Che goduria!»

Il ducatista domina il Gran Premio di San Marino, ma Marquez (secondo) fa un altro passo verso la conquista del Mondiale
MISANO . Domenica trionfale per il motociclismo italiano, con l'inno di Mameli suonato sul podio della MotoGp a Misano. Il sigillo su una giornata da ricordare l’ha messo Andrea Dovizioso. Il forlivese ha condotto la sua Ducati al successo dopo una gara dominata, durante la quale ha tremato solo negli ultimi giri quando il compagno di team Jorge Lorenzo gli si è fatto minacciosamente sotto. Lo spagnolo si è però autoeliminato alla penultima tornata, incappando in una scivolata e chiudendo 17°.
Per Dovizioso è il terzo successo stagionale, il primo a Misano. Da San Marino riparte con il sorriso anche Marc Marquez, che grazie al secondo posto davanti a Cal Crutchlow è sempre più leader del mondiale, con 67 punti di vantaggio sullo stesso Dovizioso e 70 su Valentino Rossi quando mancano sei prove. Chi proprio non si diverte più è la Yamaha, arrivata a 22 gare senza vittorie. Mai protagonisti i suoi piloti: il migliore è stato Maverick Vinales quinto e staccato di 16 secondi dal vincitore. Settimo Rossi (+19,086), decimo Johann Zarco (+27,559). «Mi è dispiaciuto non poter fare una gara decente davanti a tanti tifosi italiani», ha detto uno sconsolato Rossi. Raggiante Dovizioso a fine gara. «Oggi ho veramente goduto», commenta, «a parte quando ho visto che Jorge cominciava a spingere».
Il pilota Ducati, caricato dal successo, non è ancora disposto ad arrendersi nella lotta per il titolo, nonostante il gap dal leader del Mondiale. «Ero in trance con la mia moto», racconta Dovizioso, «funzionava tutto benissimo. Non abbiamo novità, è solo un amalgama che migliora di gara in gara. Un mix di fluidità ed esplosività che quando si incontrano permettono di dare il massimo». La prestazione del centauro italiano mette comunque pressione al leader del campionato. «Meno male che la Ducati si è svegliata solo in questa seconda parte della stagione», afferma Marquez, « spero di riuscire a gestire il vantaggio fino alla fine». Lo spagnolo ammette l'attuale superiorità degli avversari rispetto alla sua Honda. «Quando ho visto come guidava pulito Dovizioso mi sono detto che il secondo posto sarebbe andato bene», sottolinea il leader del mondiale, «ho capito presto che sarebbe stato difficile». Il problema, spiega Marquez, «è che sul rettilineo non riesco a passarla, è troppo veloce. Quindi arrivo alla staccata che sono troppo lontano». Gli altri italiani in gara hanno fatto registrare l’ottavo posto di Andrea Iannone (team costruttori Suzuky), l’undicesimo di Danilo Petrucci (Ducati) e il dodicesimo di Federico Morbidelli (team costruttori Honda).
Con il 14° posto, invece, Aleix Espargaró porta a punti la sua Aprilia, risultato che mancava dalla gara di Assen e che quanto meno fa morale. Condotta di corsa prudente per lo spagnolo che ha guidato per arrivare al traguardo. Partito bene, subito tra i primi dieci, Espargarò è stato penalizzato dalla bagarre delle prime curve che gli ha fatto perdere cinque o sei posizioni. Da lì ha iniziato una gara di grande sostanza che lo ha portato al migliore risultato delle ultime quattro Gran premi. «La gara è stata senza dubbio la sessione migliore del week end», spiega, «nonostante il risultato finale sia al di sotto dei nostri obiettivi. Sono riuscito a essere più veloce rispetto alle prove, riducendo il distacco da piloti come Zarco, Petrucci e Iannone, ma ci manca ancora qualche decimo».
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