Trionfo in volata: Milan sfreccia a 70 all’ora

8 Maggio 2024

Lo sprinter friulano ringrazia la squadra: «Un lavoro eccezionale per lanciarmi». La maglia rosa Pogacar resta in gruppo

ANDORA (SAVONA). Al termine di una volata sul filo dei 70 all'ora, Jonathan Milan ha vinto di potenza e prepotenza la quarta tappa del Giro d'Italia. Sul traguardo di Andora, in Liguria, il gigante friulano della Lidle-Trek ha bruciato l'australiano Kaden Groves (Alpecin-Deceuninck) ed il tedesco Phil Bauhaus (Bahrain Victorious). Frazione corsa in gran parte sotto la pioggia, riscaldata dal sole solo verso l'arrivo e che nel finale ha ricalcato le strade della Milano-Sanremo. Giornata senza scossoni per il leader Dadej Pogacar, che per una volta ha rinunciato ad uno dei suoi proverbiali attacchi. Il campione sloveno ha conservato la maglia rosa, con un vantaggio in classifica generale di 46” sul britannico Geraint Thomas (Ineos-Granadiers) e 47” sul colombiano Daniel Felipe Martinez (Bora-Hansgrohe). Grazie alla vittoria, la prima di un italiano in questo Giro, la seconda in carriera per Milan (l’altra un anno fa a San Salvo), lo sprinter di Buja ha indossato la maglia ciclamino che spetta a chi guida la classifica a punti. È stata una volata con il gruppo lanciatissimo per andare a riprendere Filippo Ganna (Ineos), che era scattato in solitaria a quattro chilometri dall'arrivo, all'inizio della salita di Capo Mele, sorprendendo quasi tutti. Non però Simone Consonni, compagno di team di Milan, il primo a rispondere al fuggitivo, permettendo così il recupero di Milan. Che, infatti, lo ha ringraziato pubblicamente: «Sono emozionatissimo, proprio come quando ho vinto per la prima volta un anno fa. All'arrivo c'era la mia famiglia a vedermi. Il mio compagno di nazionale su pista Ganna ci ha dato del filo da torcere, ma il lavoro fatto dalla squadra, con un superlativo Consonni, mi lascia senza parole». E poi: «Non ho disputato gli sprint intermedi per preservarmi per la volata finale. Il primo era subito dopo la salita principale e volevo mantenere le gambe più fresche possibile. Il mio urlo liberatorio dopo l’arrivo è ormai un marchio di fabbrica. Sono concentrato al 100% sul Giro d’Italia. Al termine della Corsa Rosa mi prenderò una pausa e mi preparerò per le Olimpiadi, il mio prossimo grande obiettivo. Nei prossimi anni tornerò su queste strade perché vorrei vincere la Milano-Sanremo», ha conclusoMilan.
Sfortunato, invece, Biniam Girmay, tra i favoriti nel caso di arrivo in velocità, come poi è stato. L'eritreo della Intermarché si è ritirato dopo una doppia caduta in discesa, a circa 67 chilometri dal traguardo, dove l'asfalto era stato reso più insidioso dalla forte pioggia. Al via di Acqui Terme sono scattati in quattro: Ganna, il sudafricano Stefan de Bod (EF Education-EasyPost), il francese Lilian Calmejane (Intermarché-Wanty) e lo spagnolo Francisco Munoz Llana (Team Polti Kometa). Prima di entrare nella provincia di Savona Ganna ha però abbandonato la fuga attendendo il plotone. Al primo traguardo volante di giornata, Munoz Llana ha anticipato De Bod e Calmejane, mentre con 5 minuti di ritardo è transitato il gruppo. Avvolti da una fitta nebbia i battistrada hanno scalato il Colle del Melogno e nella discesa Calmejane è transitato per primo con Munoz Llana e De Bod a ruota. Il plotone è passato con 3'50” di ritardo.
Nell'avvicinamento a Savona i fuggitivi hanno perso Calmejane. Il vantaggio dei due rimasti è andato via via diminuendo, finche il plotone li ha riassorbiti a Laigueglia, quando mancavano cinque chilometri ad Andora.
A -4 km ecco l'attacco di Ganna che ha provato un lancio di dadi tanto temerario quanto bellissimo, con una azione a sorpresa, annullata all'ultimo chilometro dal treno della Lidl Trek.
Angelo Caradonna