Trionfo Juve: ecco la decima coppa Italia

La Lazio si illude con Radu, pareggia subito Chiellini e poi (nei supplementari) il gol decisivo segnato da Matri
ROMA. Vent'anni dopo la doppietta è realtà, aspettando il sogno che si chiama Triplete. A Massimiliano Allegri riesce tutto, anche quello che il suo illustre predecessore, Antonio Conte, aveva mancato: dopo lo scudetto stravinto senza storie, la Coppa Italia finisce nella bacheca bianconera in un'annata che si profila davvero da mille e una notte. Il decimo trofeo nazionale per la Vecchia Signora che in casa della Lazio non fallisce la seconda missione di una stagione già memorabile e si cuce addosso pure la stella d'argento.
Un trofeo che mancava dal '95 quando in panchina c'era Marcello Lippi (ieri spettatore, insieme al ct azzurro di oggi Conte, nella super tribuna impreziosita dalla presenza del capo dello stato, Sergio Mattarella alla sua prima uscita calcistica) a trascinare la Juve di allora all'accoppiata titolo-coppa. All'Olimpico finisce 2-1 l'attesa sfida con i biancocelesti, dopo una gara che aveva fatto sognare scintille, accesa in dieci minuti da un uno-due Radu-Chiellini e poi invece trascinata verso i supplementari con tanta corsa e pochi lampi. Lazio che pure non ha trovato in Felipe Anderson e Miroslav Klose i suoi soliti gioielli, ma era sembrata più aggressiva, a caccia della settima coppa che invece sfuma in casa. Per Pioli la Juve resta un tabù. Ora resta da giocarsi le ultime chance per il secondo posto già lunedì nel derby-Champions con la Roma.
I bianconeri si schierano con il 3-5-2: in difesa il trio Chiellini-Bonucci-Barzagli, che ben figura, in avanti lo spagnolo Llorente, come previsto al posto dell'uomo Champions, Morata, squalificato. E al suo fianco Tevez. La Lazio risponde con il 3-4-3. In attacco Pioli punta su Candreva e Anderson a supportare Klose. Nemmeno il tempo di prendere confidenza con l'erba dell'Olimpico che la Lazio gela subito la Juve con il gol di Radu che di testa raccoglie il calcio piazzato di Cataldi. Storari la tocca ma la palla è in rete. La partita è subito vivace e la risposta bianconera certo non si fa attendere: l'azione del'immediato pari dei campioni d'Italia arriva con una punizione dalla trequarti di Pirlo, torre in aria di Evra e Chiellini, tra i migliori, da due passi segna l'1-1. Ma dopo le due reti il ritmo non decolla e fino alla mezzora il match non offre altri spunti.
Ma il brivido arriva al 32' con un destro al volo di Parolo che esce di poco alla destra del portiere bianconero. Il primo tempo scorre via e il risultato resta di parità. Nessun cambio alla ripresa. E nemmeno troppa incisività: del resto anche i due gol in avvio sono stato frutto di due punizioni e non di giocate mirabolanti.
Nel primo tempo supplementare la stoccata vincente di Alessandro Matri subentrato al posto di Llorente. La coppa va a Torino, e i tifosi bianconeri cantano “andiamo a Berlino”. Dall'Olimpico parte la corsa al sogno che si chiama Champions e Triplete. Appuntamento il 6 giugno contro il Barcellona.

